Vivendi ora vuole il 15% di Mediaset e solo il 20% di Premium. E’ scontro aperto

Il gruppo francese modifica la sua proposta alla luce di “divergenze significative nell’analisi dei risultati” della pay tv. Dura replica del gruppo di Cologno Monzese

di Andrea Salvadori
26 luglio 2016
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E’ scontro aperto tra Vivendi e Mediaset. Il gruppo francese che fa capo a Vincent Bolloré ha infatti rimesso in discussione l’accordo su Premium annunciato ad aprile e ha avanzato una proposta alternativa alla famiglia Berlusconi, dopo che lo scorso 21 giugno, fa sapere Vivendi in una nota, erano emerse “‘divergenze significative nell’analisi dei risultati della sua filiale di Pay Tv Mediaset Premium su cui i due gruppi sono in trattativa”.

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Vincent Bolloré

Nella sostanza Vivendi conferma lo scambio del 3,5% del capitale di Vivendi e del 3,5% del capitale di Mediaset ma propone ora di acquistare soltanto il 20% del capitale di Mediaset Premium e soprattutto di arrivare a detenere in tre anni circa il 15% del capitale di Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile. L’accordo precedente prevedeva invece l’acquisto dell’89% di Premium da parte dei francesi, che avrebbe preso successivamente controllo anche dell’11% detenuto da Telefonica per arrivare così al 100%.

A seguito della diffusione della notizia, il titolo Mediaset è crollato in Borsa ed è stato sospeso per eccesso di ribasso. Riammesso in un secondo momento è risalito e, alla chiusura della contrattazioni, ha perso il 6,93%.

”Il presidente del consiglio di gestione, con una lettera datata 21 giugno, ha comunicato ai dirigenti Mediaset delle divergenze significative nell’analisi dei risultati della sua filiale di pay tv Mediaset Premium, su cui i due gruppi sono in trattativa”, spiega Vivendi nella nota. Il gruppo francese ha quindi “fatto, ieri, una proposta a Mediaset per trovare un nuovo accordo in termini differenti e proseguire le discussioni”, dal momento che intende “confermare la sua volontà di costruire un’alleanza strategica con Mediaset e Mediaset Premium”. 

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Pier Silvio Berlusconi

Dura la replica di Mediaset che in una nota accusa Vivendi di non voler rispettare il contratto vincolante sottoscritto con Mediaset e, riferendosi alla nuova proposta, la bolla come come uno “schema che muta la valenza industriale alla base dell’accordo per incidere significativamente sull’assetto del capitale di Mediaset”. Il gruppo controllato dalla famiglia Berlusconi sottolinea poi come “la lettera di Vivendi eluda un riscontro puntuale ad un’intimazione rivoltale da Mediaset ad adempiere ai propri obblighi contrattuali – finora inadempiuti, in primo luogo quello di notificare tempestivamente l’acquisto del controllo di Mediaset Premium alla Commissione Antitrust della Ue”.

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Arnaud de Puyfontaine

Sarà ora il cda di Mediaset, convocato per giovedì 28 luglio per l’approvazione della relazione semestrale, a prendere ufficialmente posizione “su detta proposta e sulla gravissima comunicazione dellʼamministratore delegato di Vivendi”, Arnaud de Puyfontaine. Mediaset, conclude la nota, “è fermamente determinata a far valere ogni proprio diritto in ogni sede”.

Secondo quanto ha ricostruito l’agenzia Radiocor Plus, l’ultimo summit a Parigi tra i due gruppi per discutere le prospettive di Premium sarebbe avvenuto quindici giorni fa. Poi il gelo. I manager di Vivendi avrebbero espresso le loro perplessità sulla possibilità di ristrutturare l’asset e di portare a break even la società nel medio termine (programmato da Mediaset nel 2017). Dopo aver accusato perdite per 83 milioni nel 2015, Premium ha registrato un rosso di 65 milioni nel primo trimestre 2016, numeri per Mediaset comunque in linea con il budget.

Vivendi, già principale azionista di Telecom Italia, accellera dunque la sua strategia di crescita sul mercato italiano e punta ad entrare subito nel capitale di Mediaset con una quota importante sfruttando le difficoltà del gruppo di Cologno Monzese guidato da Pier Silvio Berlusconi legate proprio alla gestione di Premium. Con la prospettiva, in futuro, di una fusione tra i due gruppi.

Arnaud de Puyfontaine: «Fusione Telecom-Mediaset? Operazione logica»

«Non è vero che abbiamo spostato l’interesse da Mediaset Premium a Mediaset, non abbiamo intenzione di prendere il controllo di Mediaset”, ha detto Arnaud de Puyfontaine, amministratore delegato di Vivendi e vice presidente di Telecom Italia, durante un incontro con la stampa italiana, cercando di smorzare le polemiche. Il manager non ha voluto commentare lo stato delle trattative con Mediaset ma ha comunque ribadito che “l’obiettivo non cambia, ovvero creare un grande gruppo; cambia piuttosto il modo per raggiungerlo. Stiamo discutendo e vogliamo una soluzione che sia soddisfacente per entrambi».

A chi gli chiedeva della possibilità di una fusione tra Mediaset e Telecom, Arnaud de Puyfontaine ha risposto: «Non ci sono preconcetti e abbiamo la mente aperta. Nel mondo oggi i proprietari di società del media e dei contenuti tendono sempre più ad essere legati ai distributori. E gli operatori di tlc sono distributori. Posso dunque capire la ragione di maggiori relazioni tra Mediaset e Telecom».

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