Copyright: Vimeo condannata a risarcire Mediaset per 5 milioni di euro

Lo ha ordinato il Tribunale di Roma per 498 video coperti da diritto d’autore caricati sulla piattaforma senza alcuna autorizzazione

di Caterina Varpi
18 luglio 2019
Piersilvio-Berlusconi-mediaset
Pier Silvio Berlusconi

A pochi giorni dalla multa a Dailymotion (ne abbiamo parlato qui), anche Vimeo, per la seconda volta nell’arco di pochi mesi, è stata condannata a risarcire Mediaset con quasi 5 milioni di euro per 498 video coperti da diritto d’autore caricati sul proprio sito senza alcuna autorizzazione. Lo ha ordinato il Tribunale di Roma, condannando il portale anche al pagamento di quasi 80 mila euro di spese processuali.

E’ dal 2008 che Mediaset ha scelto di ricorrere alle vie legali per impedire la pirateria online dilagante a danno degli editori. Sono stati finora coinvolti dalle azioni 19 diversi operatori digitali tra portali di live video streaming e social network. Tutti i processi hanno finora sempre generato sentenze e provvedimenti cautelari a favore di Mediaset, spiega la nota della società guidata da Piersilvio Berlusconi. Nel solo 2019 sono già arrivate a giudizio con esito positivo cinque diverse cause: Facebook, Yahoo!, Dailymotion e le due nei confronti di Vimeo.

In particolare, in quest’ultima sentenza il giudice ha rimarcato che Vimeo è una società che opera «nel business dell’intrattenimento e della pubblicità legata ai contenuti pubblicati» e ha «nella sua disponibilità strumenti tecnici che consentono di ridurre fino al 98% il rischio che vengano caricati contenuti tutelati da diritti d’autore».

Le violazioni accertate sono tali che la sentenza impone anche una penale di 5.000 euro per ogni giorno di ritardo nella cancellazione dei video e ribadisce che la sanzione avrà valore in automatico anche nel caso di eventuali futuri caricamenti del materiale Mediaset non autorizzato.

Vimeo, si legge inoltre nel provvedimento, ha svolto «un’evidente attività di manipolazione» sui contenuti Mediaset dimostrando piena consapevolezza della presenza di materiale illecitamente caricato in violazione del generale «principio di buona fede».

“Questa nuova decisione a tutela del lavoro giornalistico-editoriale (nel provvedimento è più volte richiamata la sentenza 7708/19 della Corte di Cassazione sul caso Mediaset-Yahoo!) è un nuovo passo nella direzione di un riequilibrio nei rapporti tra produttori di contenuti e piattaforme digitali, obiettivo su cui si sta ormai consolidando una giurisprudenza univocamente orientata”, riporta la nota stampa di Mediaset.

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