Vice programma il lancio di Viceland nel 2017; Romano Ruosi è Senior Advisor

La media company arruola l’ex Condé Nast. Il canale tv si affiancherà al network di siti digital. Focus sul branded content. Parla il m.d. Elia Blei

di Lorenzo Mosciatti
13 dicembre 2016
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Elia Blei e Romano Ruosi

Vice, la media company americana operativa nella produzione e distribuzione di contenuti originali per il pubblico giovane, investe sul mercato italiano e si prepara a portare anche nel nostro paese Viceland, il canale televisivo diretto da Spike Jonze già presente in altri otto mercati.

«L’intenzione è di mandarlo in onda sul digitale terrestre gratuito», spiega Elia Blei, da settembre Managing Director di Vice Italia. «Il lancio potrebbe avvenire nell’ultimo trimestre del 2017». La casa madre sta dunque cercando una frequenza su cui trasmettere il canale e sceglierà poi una concessionaria alla quale affidare la vendita degli spazi pubblicitari, ad eccezione del branded content, il core business di Vice che sarà dunque gestito internamente.

Nell’ottica di rafforzamento della presenza sul mercato italiano, dove la società ha chiuso il 2016 con ricavi in aumento, la filiale nazionale della media company (che vede tra i suoi soci realtà come WPP, Fox, Disney e A+E Network) ha arruolato Romano Ruosi da circa un mese. Ruosi, sino alla fine del 2015 Senior Vice President Advertising & Branded Solutions di Edizioni Condé Nast, dove ha lavorato proprio con Blei, così come avvenuto in precedenza all’interno del Gruppo 24 Ore, svolgerà per Vice Italia un ruolo consulenziale in qualità di Senior Advisor.

La televisione rappresenta solo uno degli asset della strategia di business di Vice. Gli altri due sono i canali digitali verticali e i servizi creativi. «Vice Italia conta ad oggi sul digital su 3 milioni di utenti unici al mese non duplicati (dati Google Analytics e Facebook Insights) e su una social reach di 15 milioni di persone, con più di 5 milioni di condivisioni mensili dei contenuti. Questi risultati sono il frutto di una strategia di focalizzazione sulle tematiche che interessano i ragazzi, i Millennials, il nostro core target», prosegue Blei. Con il marchio Vice la società si occupa ad esempio di giornalismo, news, documentari e e reportage, con la piattaforma Noise di musica e dintorni, con il portale Motherboard di tecnologia e di moda e lifestyle con il magazine i-D. «L’età media della utenza dei nostri siti si attesta tra i 18 e 44 anni, con un 70% di pubblico compreso tra i 18 e 34». Nel nostro paese potrebbe presto arrivare, soprattutto se si presentassero delle oppertunità commerciali, anche altri brand già presenti all’estero come Amuse (la piattaforma dedicata al lusso) e Garage (arte e fashion)

Ad occuparsi della gestione commerciale dei siti di Vice Italia è una struttura interna al gruppo editoriale, recentemente rinforzata e costituita da tre venditori, Silvia Vietri per il largo consumo, Marcello Picasso per i vertical e Roberto Zanetti per il luxury. A loro spetta dunque il compito di relazionarsi con i marchi italiani e di proporre l’offerta commerciale del sistema Vice. «Le aziende hanno la possibilità di diventare partner content di produzioni create dal nostro staff ad hoc per il brand. O di legare il proprio nome, attraverso la co-produzione, la sponsorizzazione o il placement, a prodotti editoriali realizzati dalla media company, il cosiddetto supported content. Queste attività rappresentano oggi il 35% del nostro giro d’affari», spiega Blei. «Uno dei punti di forza del sistema Vice è la sua piattaforma internazionale gestita a livello centrale. Le aziende hanno così la possibilità di declinare in tempi rapidi le proprie attività in tutti i mercati che desiderano». Il 15% dei ricavi è quindi rappresentato dal display advertising, che può contare anche sulle relazioni strette da Vice a livello internazionale con i principali ad network sul fronte del programmatic (come l’accordo sottoscritto ieri con SpotX).

Il rimanente 50% dei ricavi di Vice Italia è garantito dall’area dei servizi creativi che conta sul lavoro dell’agenzia interna Virtue, guidata da Riccardo Trotta. «Il business white label ci permette di proporci sul mercato come partner creativo e produttivo delle aziende anche per progetti non destinati ai nostri canali. Di recente abbiamo ad esempio acquisito, imponendoci nella gara indetta da Gruppo BNP Paribas, la produzione di contenuti della piattaforma Hello! World della banca online Hello bank!. Per Ray-Ban abbiamo invece curato la produzione video legata all’ultima campagna It Takes Courage».

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