Verizon acquisisce Yahoo per 4,8 miliardi di dollari; presto l’integrazione con Aol

Il colosso delle tlc punta a rafforzarsi come top global mobile media company. L’operazione sarà completata entro il primo trimestre 2017

di Andrea Salvadori
25 luglio 2016
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Lowell C. McAdam

Verizon Communications ha acquisito Yahoo per 4,83 miliardi di dollari. Dopo le indiscrezioni sull’avvio di negoziati diretti tra le due realtà, uscite venerdì scorso, ora arriva la notizia della firma dell’accordo.

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Marissa Mayer

Il gigante americano delle telecomunicazioni guidato dal Ceo Lowell McAdam si porta a casa così le attività core di internet di Yahoo, ovvero i 280 milioni account di Yahoo! Mail, il motore di ricerca, i siti d’informazione, di news finanziarie e sportive, il servizio di social-blogging Tumblr e gli asset immobiliari del gruppo di Sunnyvale. E soprattutto la piattaforma di advertising online, con servizi come Brightroll, per il video programmatic, Flurry, per l’analisi dei dati per le app, e Gemini, l’offerta di native e search advertising.

L’accordo segna la fine di Yahoo come società operativa (non prima però del primo trimestre del 2017, quando l’operazione sarà completata), lasciandole una quota del 15% nel colosso cinese dell’e-commerce Alibaba, alcuni brevetti non centrali nell’attività core (che saranno ceduti separatamente), la cassa e una partecipazione del 35,5% in Yahoo Japan Corporation. La società a cui continueranno a fare capo queste partecipazioni cesserà di chiamarsi Yahoo.

Verizon, forte di una capitalizzazione di mercato di 210 miliardi di dollari e di circa 5 miliardi di dollari di liquidità a disposizione, dato per favorito da parecchi mesi, ha così battuto la concorrenza di tutti gli altri potenziali acquirenti giunti alla fase finale dell’asta. All’ultimo round per la presentazione delle offerte si erano fatte avanti, oltre a Verizon, le società At&T, Vector Capital Management, il fondo di private equity Tpg Capital e la cordata guidata Dan Gilbert, il numero uno di Quicken Loans, appoggiata tra gli altri da Warren Buffett.

Verizon prosegue dunque la strategia di diversificazione del suo modello di business, focalizzato oggi sulla telefonia mobile, con l’obiettivo di espandersi nel comparto della pubblicità su internet e fare concorrenza ai due colossi Google e Facebook. Nel giugno del 2015 ha acquisito Aol per 4,44 miliardi di dollari, ora si è assicurato gli asset di Yahoo. Le attività di Yahoo, spiega nei Verizon nella nota in cui annuncia l’operazione, saranno integrate proprio con quelle di Aol sotto la guida di Marni Walden, Evp e president of the Product Innovation and New Businesses organization di Verizon.  “L’acquisizione di Yahoo rafforza la competitività di Verizon come top global mobile media company e accelera la nostra presenza nel business del digital advertising”, commenta Lowell McAdam. Se l’operazione Yahoo andrà in porto, Verizon soprasserà Microsoft negli Stati Uniti e diventerà il terzo venditore di pubblicità digitale con una quota del 4,4%, ancora ben lontano rispetto al 17,2% di Facebook e al 35,7% di Google. 

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Marni Walden

In Italia Verizon è presente sul mercato proprio attraverso il marchio Aol, lanciato sul mercato locale nel settembre del 2015. Aol Italia si occupa oggi della vendita combinata di soluzioni pubblicitarie per le properties di Microsoft. Alla società, di cui è managing director Christina Lundari, fanno poi capo i due marchi Be OnMillennial Media e Partner Studio by AOL, parte del network Aol a livello internazionale. Yahoo ha invece chiuso la sede italiana la scorsa primavera affidando la raccolta pubblicitaria a Mediaset, e in particolare alla sua controllata Mediamond, con un contrato in esclusiva di tre anni (qui l’articolo dedicato).

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Tim Armstrong

Yahoo aveva annunciato a inizio anno la vendita dei suo asset core. Verizon si era fatto subito avanti quando l’a.d. di Yahoo, Marissa Mayer, a causa dei cattivi risultati della società ottenuti sotto la sua gestione, aveva annunciato che intendeva esplorare alternative strategiche. Ex manager di Google, Marissa Mayer era stata accolta in Yahoo nel 2012 come la persona giusta per imprimere una svolta alla società. Le aspettative però sono state deluse. Ora il mercato si attende l’uscita dal gruppo della stessa Mayer con una liquidazione che dovrebbe aggirarsi intorno ai 50 milioni di dollari, anche se la manager ha fatto sapere di voler continuare a lavorare per la società californiana. Quel che è certo è che la guida operativa di Yahoo passerà a Tim Amstrong, il Ceo di Aol. Spetterà a lui dunque lanciare la sfida a Google e Facebook.

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