UpStory lancia il nuovo formato UpImage: il native advertising arriva nelle immagini

La nuova soluzione si aggiunge alla suite di formati disponibili sul network di editori premium della tech company italiana. Claudio Vaccaro: «Sarà pianificabile in modalità di reservation classica e in programmatic, grazie alla nostra SSP»

di Simone Freddi
07 marzo 2017
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Il nuovo trend del 2017? Sarà l’advertising in-image secondo UpStory, la piattaforma di native advertising ideata e creata da BizUp, che presenta presenta al mercato un nuovo formato con il giusto timing: UpImage.

Il nuovo formato UpImage utilizza le immagini presenti negli articoli (un bacino potenziale enorme e attualmente non sfruttato a livello pubblicitario) consentendo all’advertiser l’inserimento al loro interno di un rich media in overlay e offrendo la possibilità di sperimentare molteplici declinazioni creative (animazioni, video e così via)

UpImage, precisa UpStory, segue la logica di valorizzazione del contenuto e di pianificazione contestuale, da sempre punti-chiave dell’offerta nativa del network UpStory, che oggi conta oltre 200 milioni di impression erogabili mensili grazie a brand premium come The Post Internazionale, Il Giornale, Ansa, Tiscali, Gambero Rosso e tanti altri.

Proprio The Post Internazionale è stato il primo editore a sperimentare il formato nei suoi articoli (qui sotto, in versione mobile, ndr). Questo il commento di Giulio Gambino, Editor in Chief della testata: «Siamo molto soddisfatti di contribuire al crescere dell’onda nativa. UpImage ci permetterà di valorizzare un contenuto editoriale, le foto, creando delle revenues incrementali fino a ieri non possibili».

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Le modalità di acquisto del nuovo formato saranno invece trasversali. Come ci spiega Claudio Vaccaro, Ceo di UpStory, «UpImage nasce grazie al nostro team di sviluppo interno ed è il sesto di una famiglia di formati in-article ed in-feed. Sarà pianificabile in modalità di reservation classica e in programmatic, grazie alla nostra SSP».

Con il lancio di UpImage, Upstory continua quindi a proporre innovazione confermando la crescita commerciale e di prodotto ottenuta negli ultimi mesi. L’offerta, partita nel 2015 e quindi arricchita con formati come UpVideo, UpSlide UpContent e UpFeed, compone un paniere completo di prodotti pubblicitari fondati sul contenuto e rispettosi dell’utente, che consentono agli inserzionisti il raggiungimento di obiettivi diversi, dal branding alla performance.

Dopo avere chiuso il 2016 con un raddoppio del fatturato grazie anche a partnership di successo con editori premium, «per il 2017 ci aspettiamo altrettanto, grazie all’introduzione di sempre nuovi formati», afferma Vaccaro, che per l’anno in corso anticipa anche un’altra novità: «L’integrazione di una DMP per valorizzare i dati».

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