Undici Paesi, tra cui l’Italia, hanno votato contro la riforma europea del copyright

Il Consiglio Europeo ha revocato la seduta con cui si sarebbe dovuto approvare il testo da sottoporre al Parlamento. Ora l’iter è temporaneamente sospeso e non è noto quando riprenderà

di Cosimo Vestito
21 gennaio 2019
direttiva copyright

La seduta odierna del Consiglio Europeo, nel corso della quale si sarebbe dovuto votare il testo della direttiva sui diritti d’autore da sottoporre definitivamente al Parlamento Europeo di Strasburgo, è stata annullata. L’Europarlamento aveva approvato la prima bozza a settembre dell’anno scorso, aprendo così il trilogo, la fase di negoziazione tra le tre principali istituzioni dell’ordinamento comunitario.

La revoca è stata sancita dal voto sfavorevole di undici Paesi membri dello stesso Consiglio, ovvero Germania, Belgio, Paesi Bassi, Finlandia, Slovenia – che si erano già espressi contrariamente alla precedente versione della direttiva – Italia, Polonia, Svezia, Croazia, Lussemburgo e Portogallo.

L’opposizione di questi stati riguarda principalmente i controversi Articolo 11, conosciuto comunemente come “Link Tax”, e l’Articolo 13, che richiede alle piattaforme online di applicare dei filtri al caricamento dei contenuti generati degli utenti per prevenire eventuali violazioni di copyright.

La bocciatura non decreta la fine dell’intero iter legislativo – l’approvazione della riforma da parte del Parlamento Europeo a settembre resta comunque fondamentale per l’intero processo di definizione della regolamentazione – ma rende improbabile il varo definitivo prima delle elezioni europee di maggio. Nel frattempo, il Consiglio Europeo, presieduto per questo semestre dalla Romania, avrà possibilità di elaborare un nuovo testo per cercare di trovare una maggioranza qualificata, anche se non è stato ancora annunciato se e quando si terrà un nuovo incontro per discuterlo.

Il risultato di questo voto a Bruxelles sembrerebbe essere stato influenzato, almeno in parte, dal dibattito che ha animato in questi ultimi mesi l’opinione pubblica europea, sia dentro che fuori dalla rete. Google ha avviato due campagne di comunicazione per rimarcare la sua contrarietà agli Articoli 11 e 13 e sensibilizzare il proprio pubblico sull’impatto negativo di queste norme sulla proprie piattaforme. In un’intervista rilasciata al Guardian a novembre, Richard Gingras, Vice President of News di Google, aveva addirittura paventato, in caso di approvazione della direttiva, la chiusura del servizio di aggregazione di notizie Google News.

In Italia, l’approvazione della Direttiva Europea sul Copyright è sostenuta dalla Federazione Italiana Editori Giornali e l’Associazione Europea Editori, secondo cui essa sarebbe necessaria per tutelare l’indipendenza della stampa; al contrario, l’Associazione Nazionale Stampa Online, che rappresenta gli editori nativi digitali e quelli di piccole dimensioni, reputa la direttiva dannosa perché teme possa comportare l’oscuramento nel nostro Paese di Google News, principale fonte di traffico per le realtà editoriali minori.

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