Spotify, debutto positivo per la “quotazione diretta”

La società debutta in Borsa con un prezzo di 165,90 dollari per azione e una capitalizzazione di 29,5 miliardi, superiore a quelle di Twitter e Snapchat

di Alessandra La Rosa
04 aprile 2018
spotify-quotazione

Esordio positivo per Spotify in Borsa. Oggi, 3 aprile, l’app di musica in streaming ha debuttato ufficialmente a Wall Street con un prezzo di 165,90 dollari per azione (una cifra il 25% più alta rispetto al prezzo di riferimento fissato dal NYSE) e una capitalizzazione di mercato di 29,5 miliardi di dollari. Nel corso della giornata il valore è poi sceso del 10%, arrivando a 149,60 dollari per azione, un numero comunque più che soddisfacente per la società, ben più alto rispetto al prezzo di riferimento per la quotazione che era stato fissato dal New York Stock Exchange a 132 dollari per azione, con una valorizzazione di 23,5 miliardi di dollari.

La quotazione di Spotify, avvenuta solo pochi giorni dopo quella di un’altra società del mondo digital, DropBox, era attesa come una delle principali operazioni finanziarie tech del 2018. E all’indomani del suo debutto, la società ha già una valorizzazione superiore a quelle attuali di Twitter (20,6 miliardi di dollari), Snap (17,1 miliardi) e Dropbox (13,1 miliardi).

Sembra dunque essersi rivelata vincente la scelta dell’azienda di non quotarsi attraverso la tradizionale IPO (initial public offering) ma con una più rapida e meno onerosa “quotazione diretta“, ossia senza intermediari né roadshow. Una procedura che da un lato ha consentito alla società di risparmiare sui costi, evitando di pagare le banche di investimento eventualmente coinvolte, e ai suoi attuali investitori di non veder diluire la propria partecipazione, ma che dall’altro ha impedito a Spotify di raccogliere capitali aggiuntivi, quegli stessi capitali che a Facebook a suo tempo consentirono di acquistare Instagram e WhatsApp e che alla società avrebbero potuto far comodo per nuovi investimenti sul prodotto.

Attualmente la società, nata nel 2008 e che nel 2017 ha registrato 5 miliardi di dollari di ricavi, conta circa 159 milioni di utenti attivi al mese in oltre 60 Paesi, tra la versione ad-free in abbonamento – che conta circa 71 milioni di utilizzatori – e quella gratuita con annunci pubblicitari – con 92 milioni di utenti. E sebbene il suo business, anche pubblicitario, sia in crescita, si trova contro importanti concorrenti in rapido sviluppo, come Google, Apple e Amazon.

Una nota comica sulla quotazione: il debutto di Spotify a Wall Street è stato salutato dal New York Stock Exchange con una bandiera svizzera issata sulla facciata della sede della Borsa, scelta per celebrare il Paese di nascita della società. Peccato che Spotify sia in realtà una società svedese. L’errore è stato corretto una quindicina di minuti dopo, con la sostituzione della bandiera e un ironico tweet.

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