Smith, Vice Media: «Ecco come abbiamo conquistato i Millennial»

Dal palco del Dmexco Martin Sorrell ha intervistato il Ceo e fondatore dell’azienda multimediale famosa per le sue produzioni alternative che tanto piacciono agli utenti più giovani

di Cosimo Vestito
14 settembre 2016
vice-dmexco

La conversazione tenutasi oggi tra Martin Sorrell e Shane Smith ha avuto i toni di una chiacchierata informale.

Non solo perché il Ceo e co-fondatore di Vice Media si è presentato sul palco del Dmexco di Colonia, la più importante manifestazione europea dedicata alla pubblicità digitale, in maglietta e bermuda, ma anche perché WPP figura tra gli investitori dell’azienda mediale “alternativa” basata a New York.

«Questa è una specie di duetto», ha detto in apertura Sir Sorrell, che ha rivestito per l’occasione l’inedito ruolo di intervistatore. Infatti, il vero protagonista dell’incontro è stato proprio Smith, giornalista a capo di un gruppo che ha fatto la sua fortuna grazie ad uno stile “alternativo”, spregiudicato e politicamente scorretto, e che l’anno scorso ha fatturato circa 900 milioni di dollari.

Le notizie a misura di Millennial

Nata originariamente come rivista punk nel 1994 a Montreal, Canada, Vice si è trasferita dopo qualche anno negli Stati Uniti dove ha cominciato a focalizzarsi sui media digitali, soprattutto video online, elaborando una linea editoriale che ha incontrato immediatamente il favore incondizionato del pubblico più giovane.

«Quando abbiamo avviato le nostre produzioni non avevamo un obiettivo demografico definito e non avevamo intenzione di rivolgerci direttamente ai millennial. Ciò che ci ha differenziato dagli altri mezzi di informazione, rendendoci unici, è stato il modo in cui presentiamo le news. Forse i millennial non si sentono affini ai notiziari tradizionali ma ciò non significa che essi non siano interessati alle notizie, anzi, a loro importa e tutto sta nel modo in cui vengono veicolate e presentate».

Gli accordi con grandi compagnie come Disney, TCV e A+E Networks sono stati fondamentali per le produzioni, soprattutto documentari, di Vice Media, e Smith l’ha sottolineato: «Queste collaborazioni strategiche sono importanti per distribuire capillarmente i nostri contenuti. Poter contare su studi così attrezzati ci permette di raggiungere un elevato livello qualitativo: con i nostri film siamo riusciti a vincere premi a Cannes e a Venezia».

Smith contro il duopolio dell’industria digitale

Nell’ultima parte dell’incontro Sorrell e Smith hanno cercato di delineare le principali tendenze in atto nel mercato dei media, interessato, sia offline che online, da un massiccio processo di concentrazione: «Stiamo assistendo a qualcosa che non si era mai verificato in precedenza, operatori dei vecchi e dei nuovi media si stanno aggregando e questo sta gradualmente compromettendo la democratizzazione dei contenuti e dell’informazione. Nel digitale, invece, si è generato un vero e proprio duopolio, quello di Facebook e Twitter, che gestiscono più o meno direttamente gran parte degli introiti di altre aziende. Proprio per sfuggire a questo assetto abbiamo deciso di adottare un approccio multipiattaforma».

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