Serie B, i diritti tv a Perform per 22 milioni a stagione

La società inglese rafforza così l’offerta di Dazn, la piattaforma di streaming in rampo di lancio

di Lorenzo Mosciatti
29 giugno 2018
calcio-diritti

Perform si assicura anche i diritti multipiattaforma di trasmissione delle partite della Serie B. Lo ha deciso l’assemblea della Lega B. Dopo aver acquisito tre partite a giornata della Serie A, la società inglese rafforza così l’offerta di Dazn, la piattaforma di streaming del gruppo in rampa di lancio.

In virtù dell’accordo, Dazn trasmetterà tutti i match per giornata, di cui 10 in esclusiva assoluta, oltre a tutte le partite dei playoff e dei playout. Intorno al 10 luglio la Lega B deciderà invece chi tra Rai e Mediaset potrà trasmettere l’undicesimo match, la partita in chiaro del venerdì sera.

Su Dazn, dunque, dalla prossima stagione si potranno vedere, pagando la tariffa mensile di 9,9o euro,  i tre match della Serie A e tutte le partite della Serie B, in attesa di altri contenuti che il gruppo sta cercando di portare a casa. Per il primo mese la visione di Dazn sarà offerta gratuitamente. L’abbonamento, inoltre, potrà essere disdetto in qualsiasi momento, come avviene con Netflix.

Perform, l’unica società ad aver presentato la busta al rush finale delle trattative private a differenza delle altre contendenti, verserà alla Lega B una cifra di 22 milioni di euro a stagione per il triennio 2018-21. La Lega B, nel complesso, considerando anche i bonus e la partita del venerdì ancora da assegnare, supererà gli oltre 22 milioni a stagione incassati nell’ultimo triennio.

A comunicarlo è stato direttamente il presidente della Lega Serie B, Mauro Balata, al termine dell’assemblea che si è tenuta in Via Rosellini. “Ai 22 milioni di euro vanno aggiunti i 4 milioni delle spese di accesso al segnale e i bonus legati al superamento dei target di visualizzazioni e di fatturato”, ha spiegato Mauro Balata, il presidente della Lega Serie B. “Lo scorso triennio i diritti sono stati aggiudicati per 22,6 milioni lordi, mentre ora sono netti. Il margine di miglioramento, dunque, è compreso tra il 25 e il 30%”.

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