RCS MediaGroup, ricavi e utili in calo nel 2019. La pubblicità online vale 129 milioni

I ricavi digitali, in crescita a circa 167 milioni, hanno raggiunto a fine 2019 un’incidenza del 18% sul giro d’affari complessivo

di Lorenzo Mosciatti
26 marzo 2020
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Urbano Cairo

RCS MediaGroup chiude il 2019 con ricavi netti consolidati pari a 923,6 milioni, in calo di 52 milioni rispetto al 2018, un utile in calo e un ulteriore riduzione dell’indebitamento.

La flessione del fatturato, si legge nella nota di bilancio, è riconducibile a minori ricavi editoriali, pubblicitari e diversi, rispettivamente per 23,9 milioni, 21,3 milioni e 6,8 milioni. I ricavi digitali, in crescita a circa 167 milioni, hanno raggiunto a fine 2019 un’incidenza del 18% sul giro d’affari complessivo.

I ricavi pubblicitari ammontano a 384,5 milioni, con un decremento di 21,3 milioni rispetto ai 405,8 milioni dell’esercizio precedente, per effetto di un andamento del mercato inferiore alle attese ed anche per l’assenza nel 2019 degli eventi sportivi di rilievo tipici degli anni pari che nel 2018 avevano generato ricavi aggiuntivi per circa 6 milioni, escludendo i quali la flessione passerebbe dal 5,2% al 3,8%.

La raccolta pubblicitaria complessiva sui mezzi online si attesta a 129 milioni, raggiungendo un’incidenza del 33,6% sul totale dei ricavi advertising. In particolare, in Spagna la raccolta pubblicitaria di Unidad Editorial sui mezzi online rappresenta oltre il 50% dei ricavi pubblicitari complessivi.

I ricavi editoriali sono pari a 408,4 milioni, in flessione di 23,9 milioni (-5,5%) rispetto al 2018, per effetto del calo delle diffusioni in Italia e Spagna e della flessione delle vendite dei prodotti collaterali (-9,2 milioni), quest’ultima anche a causa della focalizzazione su operazioni a maggior marginalità, solo in parte compensati dallo sviluppo dei ricavi della casa editrice Solferino e dalla crescita degli abbonamenti digitali in Italia.

Nell’area digitale, a fine dicembre la customer base totale attiva per il Corriere della Sera (digital edition, membership e m-site) è risultata pari a 170 mila abbonati, in crescita del 23% rispetto al pari data del 2018. Il 10 dicembre anche gazzetta.it ha lanciato il suo nuovo modello freemium, con le offerte G+ e G All, proponendo a pagamento contenuti editoriali esclusivi e di approfondimento.

L’ammontare totale dei ricavi diversi è stato pari a 130,7 milioni rispetto ai 137,5 milioni del 2018 (-6,8 milioni, pari al -4,9%).

La marginalità

Nel 2019 l’Ebitda si è attestato a 153,3 milioni. Senza considerare gli effetti del nuovo principio contabile IFRS 16, l’Ebitda è pari a 127,1 milioni rispetto ai 155,3 milioni dell’esercizio 2018, quando i risultati del Gruppo RCS erano stati impattati positivamente dal contributo della partenza dall’estero del Giro d’Italia, e dall’effetto positivo sui ricavi pubblicitari “dell’anno pari” per via degli eventi sportivi. Il decremento è dovuto anche all’impatto sui costi operativi derivante dall’aumento del prezzo di acquisto della carta, oltre che all’effetto degli oneri e proventi non ricorrenti netti (-3,8 milioni l’effetto complessivo in quanto negativi per 3,6 milioni al 31 dicembre 2019 rispetto a positivi 0,2 milioni al 31 dicembre 2018).

L’impegno nel perseguimento dell’efficienza ha portato, nell’esercizio 2019, benefici ai costi operativi pari a 24,4 milioni dei quali 10,8 milioni in Italia e 13,6 milioni in Spagna.

L’Ebit, positivo per 102,5 milioni, si confronta con un risultato al 31 dicembre 2018 pari a 115,5 milioni. Escludendo gli effetti dell’applicazione del nuovo principio contabile IFRS 16, l’Ebit si attesterebbe a 99,5 milioni . Oltre a riflettere l’andamento dell’Ebitda, la variazione è determinata da minori ammortamenti ante IFRS 16 (-5,1 milioni), in particolare delle immobilizzazioni immateriali (-4,1 milioni) cui si aggiunge l’effetto di minori svalutazioni/ripristini di immobilizzazioni materiali e immateriali che passano da un effetto netto negativo di 8,1 milioni al 31 dicembre 2018 ad un effetto netto negativo di 1 milione al 31 dicembre 2019.

Il risultato netto di gruppo del 2019 ammonta a 68,5 milioni (positivo per 85,2 milioni nel 2018).

L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 si attesta a 131,8 milioni (in miglioramento di 55,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2018), confermando il trend in decremento iniziato a partire dall’esercizio 2016 (la riduzione complessiva rispetto al 30 giugno 2016 è di 290,6 milioni portando il debito a meno di un terzo rispetto al 30 giugno 2016 quando ammontava a 422,4 milioni).

L’impatto del Coronavirus

Prima del manifestarsi dell’emergenza sanitaria del Coronavirus, RCS riteneva conseguibile “l’obiettivo di conseguire nel 2020 livelli di marginalità quantomeno in linea con quelli realizzati nel 2019 e un’ulteriore significativa riduzione dell’indebitamento finanziario netto.

Lo sviluppo della situazione, nonché i suoi potenziali effetti sulla evoluzione della gestione, spiega il gruppo guidato da Urbano Cairo, non sono al momento ancora prevedibili, in quanto dipendono, tra l’altro, dalla durata dell’emergenza sanitaria e dal suo livello di diffusione (anche internazionale), così come dalle misure pubbliche, anche economiche, che verranno nel frattempo implementate – e saranno oggetto di costante monitoraggio nel prosieguo dell’esercizio. In ogni caso, RCS ritiene di disporre di leve gestionali adeguate per contrastare gli effetti dell’emergenza sanitaria nel 2020 e confermare quindi le prospettive di medio-lungo periodo del gruppo.

Il dividendo

Il consiglio di amministrazione ha deliberato di convocare l’assemblea ordinaria in unica convocazione per il 29 aprile 2020 e ha deliberato, anche al fine di remunerare l’investimento dei piccoli azionisti, di proporre una distribuzione di 0,03 euro per azione al lordo delle ritenute di legge, con stacco della cedola (cedola n. 3) il 18 maggio 2020, valuta 20 maggio 2020 (record date 19 maggio 2020), che corrisponde a un pay-out inferiore al 25% dell’utile netto consolidato.

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