Rcs: ad aprile la raccolta pubblicitaria in linea; Laura Cioli: «No ad aggregazioni»

I vertici del gruppo editoriale confidano in risultati migliori rispetto a quelli previsti dal piano industriale e non guardano ad eventuali fusioni con altre realtà

di Andrea Salvadori
28 aprile 2016
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Laura Cioli

Rcs Mediagroup può ottenere risultati migliori rispetto a quelli previsti dal piano industriale, non guarda ad eventuali aggregazioni con altri gruppi editoriali e registra ad aprile una raccolta pubblicitaria in linea con lo stesso mese del 2015.

Il gruppo di via Rizzoli, ha spiegato il presidente Maurizio Costa nel corso dell’assemblea dei soci, «può battere gli obiettivi indicati nel piano industriale. I risultati del primo trimestre dimostrano, infatti, in modo palese il cambio di passo rispetto all’anno precedente, evidenziando performance nettamente migliori di quelle che avevamo previsto per il primo periodo di esecuzione del piano».

«I risultati trimestrali, diffusi la scorsa settimana, rafforzano, dunque, la convinzione che gli obiettivi del piano siano raggiungibili e anzi ci piacerebbe tutti arrivare con qualcosa che riesca anche a superarli», ha aggiunto l’a.d. Laura Cioli. Rcs MediaGroup ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un fatturato di 219,8 milioni, in calo di oltre il 4% ma con una crescita dei ricavi pubblicitari dell’1,1% (qui l’articolo dedicato).

Nei primi tre mesi dell’anno, ha aggiunto Laura Cioli, «rispetto agli obiettivi 2016 di un ebitda di circa 100 milioni di euro, il gruppo ha registrato un miglioramento di oltre il 40% dell’incremento atteso per l’anno. Il piano ha oltretutto un rischio di esecuzione molto basso perché abbiamo fissato obiettivi raggiungibili, che siamo certi di poter portare a casa».

Rcs, ha poi detto l’a.d. è concentrata sul consolidamento dei conti aziendali, valutare eventuali aggregazioni di cui comunque non ha bisogno non è un tema all’ordine del giorno. «Rcs non ha bisogno di aggregazioni, ha un piano e una prospettiva che possono essere stand alone», ha detto riferendosi alle indiscrezioni stampa che hanno parlato di possibili aggregazioni tra l’editore del Corriere e il Gruppo 24 Ore.

«La raccolta pubblicitaria di Rcs nel mese di aprile è in linea con quella dello stesso mese dello scorso anno», ha aggiunto Laura Ciolli. «Indicazioni sul semestre saranno rese note in occasione dell’approvazione dei conti del primo trimestre, in programma l’11 maggio». Risultati positivi, al di sopra delle aspettative del gruppo, per il paywall avviato sul sito del Corriere della Sera a gennaio. «Gli utenti che hanno attivato l’abbonamento sono molto più di 30.000, siamo molto soddisfatti». 

Oggi intanto Cairo Communication ha depositato in Consob il prospetto dell’offerta pubblica di scambio lancia sul gruppo, dopo che Urbano Cairo ha fatto sapere che non avrebbe visto al rialzo l’offerta. L’offerta dovrebbe essere lanciata ora a giugno (qui l’articolo dedicato).

I vertici di Rcs hanno detto di confidare che le trattative con le banche creditrici proseguiranno senza essere condizionate dall’Ops di Cairo. «Con gli istituti sono in corso trattative sulla rinegoziazione del debito. Abbiamo la massima fiducia in tutte le banche nostre finanziatrici che continueranno a condurre la rinegoziazione già delineata senza che vi sia alcuna interferenza in relazione all’offerta di Cairo», ha dichiarato Maurizio Costa. Intesa Sanpaolo è esposta verso Rcs per 162 milioni, Ubi per 108 milioni, Unicredit per 54,4 milioni, Pop Milano e Bnp per 40,6 milioni ciascuno e Mediobanca per 17,6 milioni per un totale di 423,6 milioni.

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