Netflix, più pubblicità e contenuti per fronteggiare la guerra dello streaming

La compagnia si prepara al debutto di Apple TV+ e Disney+ e prevede di aumentare ancora i investimenti in produzioni e pubblicità nell’ultima parte dell’anno

di Andrea Di Domenico
18 ottobre 2019
netflix-reed-hastings
Reed Hastings, il Ceo di Netflix

Netflix prevede di aumentare ancora i propri investimenti in marketing e contenuti nell’ultimo trimestre dell’anno, periodo in cui dovrà fronteggiare il debutto sul mercato dello streaming di competitor come Disney e Apple.

Secondo quanto riportato nell’ultima trimestrale, la compagnia non ha centrato i target dei nuovi abbonamenti, fermandosi a +6,8 milioni di utenti abbonati contro i +7 previsti. Per contro, i risultati economici risultano positivi: tra luglio e settembre i ricavi di Netflix sono saliti del 31% a 5,25 miliardi di dollari e il margine operativo è cresciuto oltre le aspettative al 18,7%, dato che la società ha parzialmente attribuito a un calo delle spese per contenuti e marketing.

In una lettera agli investitori, Netflix ha dichiarato che questi costi saranno “più bilanciati” nel quarto trimestre del 2019. Il terzo trimestre è stato l’ultimo per il colosso della tv in streaming prima del debutto sul mercato americano di competitor del calibro di Apple TV+ e Disney+, una concorrenza che si farà sentire e che sta affilando le armi, anche nel campo della pubblicità.

Secondo il Wall Street Journal, la Walt Disney Company starebbe infatti già vietando gli annunci di Netflix sulle sue reti TV di intrattenimento, un segnale abbastanza chiaro di come la compagnia punti ad aggredire in modo deciso il mercato dello streaming online (spendendo anche centinaia di milioni di dollari in pubblicità).

Da parte sua, Netflix ha mantenuto un tasso costante di investimenti per pubblicizzare la sua offerta e i suoi contenuti fino al 2017, ma con l’espansione verso nuovi mercati, il rilascio costante di produzioni originali e l’arrivo di Amazon Prime Video, la società di video on demand ha aumentato significativamente le proprie spese pubblicitarie nel 2018, di ben 700 milioni dollari americani. Quest’anno la spesa sta aumentando ancora, e questo dovrebbe essere il primo in cui la società darà la priorità al marketing internazionale rispetto al mercato domestico. La spesa internazionale per i nove mesi che terminano il 30 settembre è stata pari a 1,1 miliardi di dollari, contro i 683 milioni investiti sul mercato americano.

La spesa pubblicitaria di Netflix dal 2014 al 2018; fonte: Statista
La spesa pubblicitaria di Netflix dal 2014 al 2018; fonte: Statista

E poi c’è l’investimento in show originali, che anche qui sembra andare verso una sempre maggiore localizzazione. In particolare, il Ceo della compagnia Reed Hastings ha svelato negli scorsi giorni i dettagli dell’accordo di co-produzione con Mediaset del valore di 200 milioni in 2 anni per la realizzazione di contenuti italiani che vedranno coinvolti nomi del calibro di Enrico Vanzina, Riccardo Scamarcio e Roberto Baggio. Attualmente gli abbonati a Netflix nel nostro Paese hanno raggiunto i 2 milioni.

RICEVI GRATUITAMENTE LA NOSTRA NEWSLETTER

Ti chiediamo il consenso per il trattamento dei dati personali diretto all’invio di newsletter editoriali, o altre informazioni di carattere informativo e promozionale riguardanti Engage e Società Partner, in conformità con la nostra Privacy Policy.

Acconsento
Non acconsento

Ricevi anche la newsletter di Programmatic-italia.com

Cliccando su Iscriviti, riceverai da Engage.it la nostra newsletter quotidiana e qualche mail promozionale ogni tanto. Potrai cambiare le tue impostazioni quando vuoi e non cederemo mai a terzi i tuoi dati.