Mondadori, la crescita passa dal digital. Avviate trattative esclusive per l’acquisizione di Banzai Media Holding

Per negoziare ci sarà tempo fino al 30 aprile. Il gruppo registra nel 2015 ricavi in calo del 4%, migliora l’utile netto. Nel primo bimestre del 2016 adv web a +18%

di Andrea Salvadori
17 marzo 2016
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Ernesto Mauri

Mondadori punta sul digitale per crescere e sa che per farlo deve procedere ad acquisizioni sul mercato. La preda più ambita per il gruppo di Segrate, non hanno mai nascosto i suoi vertici, a partire dall’a.d. Ernesto Mauri, è l’area media di Banzai, anche perché rivolta ad un target, quello femminile, che Mondadori giù presidia da tempo con i suoi prodotti cartacei.

Mondadori ha dunque ufficilizzato quello che di cui il mercato da tempo parla: la società ha sottoposto a Banzai un’offerta avente per oggetto l’acquisizione di Banzai Media Holding, ovvero la divisione Vertical Content, e ha ottenuto dalla controparte 
un periodo di esclusiva negoziale sino al 30 aprile 2016. Ernesto Mauri, incontrando gli analisti e la stampa in occasione della pubblicazione dei dati di bilancio 2015, ha anche fatto sapere che, oltre a Banzai, la società sta valutando anche altri dossier. Ma è chiaro che il primo obiettivo rimane Banzai.

Il traino della crescita per il gruppo, ha spiegato Mauri, non potrà che essere garantita dal digitale. La percentuale di ricavi digitali di Mondadori è passata dal 4,3% del 2014 al 4,9% di quest’anno. «Una quota insoddisfacente per un player come Mondadori. Dobbiamo crescere rapidamente e raggiungere almeno una percentuale del 10%», ha spiegato il manager.

Nei Periodici Italia la share è oltretutto ancora più bassa, pari al 2,2% (contro il 2,1% del 2014), ed è proprio in questa area che l’azienda ha in mente di procedere ad operazioni di mercato. «Nel 2016 puntiamo ad un giro d’affari in aumento del 2% nell’area dei Periodici Italia. Per farlo dobbiamo la platea di utenti unici e acquisire il know how in un settore a forte vocazione tecnologica». Nel caso di Banzai, dunque, l’interesse riguarda non solo i siti (a parte l’area news, ovvero Il Post, di cui Banzai ha una quota di circa il 36%, e Giornalettismo), ma tutta la struttura dell’area Media, compresa presumibilmente anche AdKaora, la società operativa nel mobile advertising acquisita dalla società presieduta da Paolo Ainio lo scorso ottobre.

Gli utenti unici Mondadori erano nel 9,5 milioni nel 2015 (di cui il 60% garantiti da salepepe.it, donnamoderna.com e panorama.it), in crescita del 16% rispetto agli 8,2 milioni del 2014, anche per effetto dell’inclusione nel perimetro del brand Nostrofiglio.it di Gruner+Jahr/Mondadori (oltre 1,3 milioni di utenti unici, +19% rispetto al 2014).

Cifre ancora troppo basse che la società conta di incrementare attraverso acquisizioni, potendo contare su un budget 2016 di 50 milioni di euro. Nel 2015, intanto, la raccolta web ha chiuso in calo del 3,5%, contro un mercato in contrazione dello 0,7%, ma nel primo bimestre, ha detto Mauri, «la crescita è stata del 18%». La pubblicità dei magazine ha registrato invece nel 2015 un risultato migliore della media di mercato (-3,7% contro il -4,1%). Nel primo bimestre la raccolta dei magazine, considerando sia il cartaceo sia il digitale, ha chiuso in linea dopo un gennaio difficile e un febbraio in recupero.

Un’altra area che Mondadori intende potenziare è la struttura dedicata ai big data e alle attività di crm. «Abbiamo creato un’unica realtà, unificando le attività di Cemit Interactive Media, dell’agenzia digitale Kiver e dell’area abbonamenti, e l’abbiamo affidata ad un unico responsabile. Abbiamo tanti dati tra utenti web e abbonanti, ma dobbiamo profilarli meglio per poterli sfruttare al 100%», ha precisato Mauri.

Sempre per quanto riguarda i periodici francesi, Mondadori non è più intenzionata a comprare le tre testate di Lagardere, France Dimanche, Ici Paris e Tele 7 jours. «Abbiamo presentato un’offerta non vincolante ma poi abbiamo deciso di non procedere», ha detto Mauri.

Sul fronte di RCS Libri, il cui acquisto da parte di Mondadori è sttao annunciato lo scorso anno, la risposta dall’Antitrust dovrebbe arrivare entro il 31 marzo e quindi il closing dovrà essere perfezionato entro il 15 aprile. Poi potranno partire le trattative per la cessione di Marsilio e Bompiani con 6 mesi di tempo per la prima e 9 mesi per la seconda.

I dati del 2015

Intanto, dopo aver chiuso il 2015 con ricavi in diminuzione del 4%, a quota 1,122.8 miliardi di euro, e con utile netto di 6,4 milioni, in crescita rispetto i 600mila euro del 2014, Mondadori stima per l’esercizio in corso ricavi sostanzialmente stabili a pari perimetro rispetto allo scorso anno e un miglioramento sia della marginalità sia dell’indebitamento.

Nel corso dell’anno il gruppo ha messo in atto una politica di focalizzazione sui core business, che ha portato alla sigla dell’accordo per l’acquisizione di RCS Libri e ad incrementare al 100% la propria partecipazione in Gruner+Jahr/Mondadori. Dall’altro la società ha razionalizzato il portafoglio cedendo la maggioranza di R101, di un immobile a Roma e del 50% della joint venture Harlequin Mondadori.

Analizzando il fatturato, nell’area Periodici Italia sono inclusi i ricavi delle attività di Gruner+Jahr/Mondadori consolidati dal 1° luglio 2015 (per 9 milioni di euro), oggi Mondadori Scienza: al netto di tale disomogeneità, a livello di gruppo, il calo dei ricavi si attesterebbe intorno al 4,7%.

Il margine operativo lordo consolidato, segnala la società, è risultato in significativo miglioramento nell’esercizio 2015 (+14%), attestandosi a 81,6 milioni rispetto ai 71,5 milioni del 2014, anche per effetto del contributo positivo di elementi non ricorrenti, quali le plusvalenze registrate dalle cessioni già portate a termine. Anche al netto degli elementi non ricorrenti, il margine operativo lordo ha evidenziato una crescita del 7,5%. La posizione finanziaria netta di gruppo al 31 dicembre 2015 si è attestata a -199,4 milioni, in netto miglioramento (92,4 milioni) rispetto ai -291,8 milioni del 31 dicembre 2014.

Nell’area Periodici Italia, nel 2015 il Gruppo Mondadori si è confermato leader di mercato con una quota, a valore, pari al 31,2%. L’area Periodici Italia ha registrato ricavi complessivi per 296,3 milioni, in calo del 2,1% rispetto ai 302,7 milioni del 2014 (-4,9% a perimetro omogeneo, al netto dell’acquisizione del 50% di Gruner+Jahr/Mondadori), riportando un andamento superiore a quello del settore di riferimento in ambito pubblicitario e sostanzialmente in linea in ambito diffusionale.

I ricavi diffusionali diminuiscono dell’1,7%; a perimetro omogeneo la flessione è pari al 7,5%, in linea con il mercato, anche per il calo del canale abbonamenti derivante anche dalla razionalizzazione degli abbonamenti a scarsa marginalità. I ricavi derivanti dai prodotti collaterali si riducono dell’8,8% rispetto al 2014, per effetto delle azioni di razionalizzazione delle iniziative, finalizzate a mantenerne la redditività (-10,6% a perimetro omogeneo). I ricavi pubblicitari complessivi risultano in calo dell’1,8%; a perimetro omogeneo la raccolta pubblicitaria lorda sui brand Mondadori in Italia (print + web) è in flessione del 3,7%. Le attività internazionali, tramite Mondadori International Business, hanno registrato un aumento dei ricavi del 2,4% rispetto al 2014, principalmente riconducibile alle performance del Grazia International Network e al lancio delle edizioni internazionali de Il mio Papa.

Nell’esercizio 2015 i ricavi di Mondadori France si sono attestati a 334,6 milioni, in diminuzione dell’1,9%. I ricavi dell’area Libri sono sttai 320,8 milioni, in calo del 5,7%, mentre l’area Retail ha registrato una flessione del fatturato del 7,2%.

Guardando all’andamento nel corso dell’anno, la società stima per l’esercizio in corso ricavi sostanzialmente stabili a pari perimetro rispetto al 2015 e un margine operativo lordo ante non ricorrenti in crescita “high-single digit” (a pari perimetro), con un conseguente incremento della redditività percentuale. Anche la posizione finanziaria netta, sempre a pari perimetro, è attesa in ulteriore miglioramento rispetto al 31 dicembre 2015. Tali stime non includono allo stato attuale il consolidamento della società RCS Libri e delle relative sinergie emergenti dall’integrazione.

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