Mediaset, raccolta in leggera crescita nei 5 mesi; ora focus sui Mondiali di Russia

Il gruppo di Cologno Monzese chiude i primi tre mesi del 2018 con ricavi in calo a quota 860,6 milioni e un utile netto di 3,5 milioni. Dall’accordo con Tim atteso «un ebit incrementale tra i 10 e i 15 milioni di euro»

di Andrea Salvadori
15 maggio 2018
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Giornata di trimestrali per le società che fanno a capo alla Fininvest. Sia Mondadori (qui l’articolo sul bilancio) sia Mediaset hanno infatti presentato i propri dati finanziari relativi ai primi tre mesi del 2018.

Mediaset ha chiuso il primo trimestre dell’anno con ricavi in calo a quota 860,6 milioni di euro e con un utile netto di 3,5 milioni, che si confronta con i 15,8 milioni di euro conseguiti nello stesso periodo del 2017.

In particolare, i ricavi di Mediaset  in Italia sono stati pari a 631 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 649,3 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. In Spagna ammontano invece a 229,6 milioni contro i 240,4 milioni del 2017. In entrambi i mercati, il giro d’affari risente del rallentamento del mercato pubblicitario. In Italia, i ricavi pubblicitari televisivi lordi hanno raggiunto i 505,8 milioni di euro rispetto ai 512,2 milioni di euro dei primi tre mesi 2017, un andamento in linea con quello del mercato pubblicitario totale del trimestre.

La pubblicità, però, segnala la nota di bilancio, ha ripreso a crescere tra aprile e maggio. Nei primi quattro mesi del 2018 la raccolta del gruppo in Italia evidenzia infatti un andamento sostanzialmente allineato a quella dello stesso periodo dell’anno precedente. Le previsioni di Mediaset per il mese di maggio proiettano la raccolta pubblicitaria dei primi cinque mesi dell’anno, invece, in leggera crescita rispetto al pari periodo 2017.

L’impatto sui conti dei Mondiali di calcio e lo spettro di nuove elezioni

Inoltre, guardando i mesi successivi, hanno spiegato i vertici di Mediaset nel corso della conference call con gli analisti, il gruppo punta ad incrementare la raccolta pubblicitaria grazie ai Mondiali di calcio in Russia, di cui ha acquisito la trasmissione in esclusiva integrale . «Per il secondo trimestre», ha detto Matteo Cardani, general manager marketing della concessionaria Publitalia, Mediaset è convinta di un risultato positivo, dal momento che i Mondiali rappresenteranno «un’addizione netta» al giro d’affari pubblicitaro, «anche se l’impatto economico dell’evento non è ad oggi quantificabile».

Mediaset guarda con timore inoltre al quadro politico instabile e al possibile ritorno alle urne. «La possibilità di nuove elezioni, sia che si tengano in estate sia in autunno, non aiuta gli investimenti pubblicitari”, ha aggiunto Matteo Cardani.

In merito al recente accordo siglato con Tim, Simone Sole, Director Head of Finance and M&A di Mediaset, ha spiegato che «l’ebit incrementale che ci aspettiamo è tra i 10 e i 15 milioni di euro per un accordo che avrà una durata di tre anni».

Confermato infine l’approccio “opportunistico” del gruppo per quanto riguarda i diritti della Serie A di calcio. «Se ci sarà un’altra sta la valuteremo», ha detto Simone Sole. «La nostra base rimane comunque il piano industriale al 2020 che prevede anche una pay tv senza calcio».

Tornando al bilancio, nel primo trimestre il mercato è risultato in calo anche in Spagna, dove i ricavi pubblicitari televisivi lordi Mediaset si sono attestati a 224,6 milioni di euro rispetto ai 235,4 milioni dell’esercizio precedente. L’indebitamento finanziario netto di Mediaset è diminuito a 1,377 miliardi di euro rispetto ai 1,392 miliardi del 31 dicembre 2017.

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