Mediaset, ricavi netti in calo e utile in forte crescita nel primo trimestre

Il gruppo guidato dall’a.d. Pier Silvio Berlusconi beneficia del forte contenimento dei costi e del processo di trasformazione digitale dell’offerta pay

di Lorenzo Mosciatti
14 maggio 2019
pier silvio berlusconi-mediaset
Pier Silvio Berlusconi

Mediaset chiude il primo trimestre dell’anno con un giro d’affari in calo ma con un utile in crescita a quasi 40 milioni di euro. 

I ricavi netti di gruppo ammontano a 718,2 milioni di euro rispetto agli 839,2 milioni del primo trimestre 2018. In particolare, i ricavi in Italia sono stati pari a 492,1 milioni di euro rispetto ai 609,6 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente, mentre in Spagna i ricavi ammontano a 226,1 milioni di euro rispetto ai 229,6 milioni del 2018.

I ricavi avvertono in entrambi i paesi il rallentamento del mercato pubblicitario. In Italia, dove il dato non è comparabile in termini omogenei con quello del pari periodo 2018 in quanto nel 2019 l’offerta pubblicitaria non ha compreso eventi rilevanti come il grande calcio free e pay della Serie A e della Champions League, i ricavi pubblicitari televisivi lordi sono pari a 483,6 milioni di euro rispetto ai 505,8 milioni di euro dei primi tre mesi 2018. In termini omogenei, secondo gli ultimi dati Nielsen del periodo gennaio-marzo 2019 ,il calo dei ricavi pubblicitari Mediaset si limita a -0,7% a fronte di un calo del mercato tv pari a -2,7%. In Spagna i ricavi pubblicitari si sono attestati a 223,7 milioni di euro rispetto ai 224,6 milioni dell’esercizio precedente.

I costi operativi complessivi consolidati (costi del personale, costi per acquisti, servizi e altri oneri, ammortamenti e svalutazioni di diritti e di altre immobilizzazioni) ammontano a 639,7 milioni di euro rispetto agli 810,5 milioni del primo trimestre 2018. In Italia, in particolare, i costi sono decisamente diminuiti a 480,3 milioni di euro rispetto ai 644,6 del 2018 (-25,5%) principalmente per effetto della cessazione degli onerosi contratti calcio pay ancora attivi invece nella prima parte dello scorso esercizio. In Spagna i costi operativi complessivi (costi del personale, altri costi operativi, ammortamenti e svalutazioni) sono stati pari a 159,5 milioni di euro in calo sostanziale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (166,0 milioni di euro) grazie soprattutto alle politiche di ottimizzazione nell’area contenuti.

L’Ebit di Gruppo è in decisa crescita a 78,5 milioni di euro rispetto ai 28,7 milioni del primo trimestre 2018. In Italia l’Ebit è positivo per 11,9 milioni di euro rispetto ai -35 milioni del pari periodo 2018. In Spagna il dato aumenta a 66,6 milioni di euro rispetto ai 63,6 milioni del primo trimestre dello scorso esercizio. L’utile netto consolidato è pari a 39,8 milioni di euro in netto incremento rispetto ai 3,5 milioni di euro conseguito nello stesso periodo del 2018, mentre l’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2019 è ancora diminuito a 791,9 milioni di euro rispetto agli 877 milioni di euro del 31 dicembre 2018. La generazione di cassa caratteristica (free cash flow) è stata pari a 146,9 milioni di euro in forte crescita rispetto ai 9,5 milioni dello stesso periodo 2018.

Tra le ragioni del buon andamento dei principali indicatori della redditività, precisa Mediet, figurano i primi effetti positivi del processo di trasformazione digitale dell’offerta pay avviato nella seconda parte dell’esercizio 2018.

Guardando al prosieguo dell’anno, fa sapere la società, al momento l’andamento della raccolta pubblicitaria italiana del secondo trimestre dell’esercizio su basi comparabili (e cioè al netto degli effetti derivanti dalla cessazione dell’offerta calcio a pagamento e del contributo degli eventi Mondiali di calcio 2018) dovrebbe mantenersi in linea con quella del primo trimestre. Nello stesso periodo i risultati economico-finanziari continueranno a beneficiare degli impatti del processo di digital trasformation delle attività pay italiane, con un rafforzamento del trend di crescita dei margini economici e della generazione di cassa del gruppo rispetto al 2018.

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