Mediaset, raccolta 2016 a +4%; nel 2017 il lancio dell’offerta online “modello-Spotify”

Il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi punta ad una quota del mercato pubblicitario di oltre il 39% nel 2020. Nuovo modello di business per Premium

di Lorenzo Mosciatti
17 gennaio 2017
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Pier Silvio Berlusconi

Mediaset chiude il 2016 con la raccolta pubblicitaria in crescita in Italia del 4%, programma il lancio entro la fine dell’anno di una nuova piattaforma per la fruizione online e mobile dei contenuti dell’offerta televisiva in chiaro e rivede il modello di business dell’offerta Premium.

Il Consiglio di Amministrazione di Mediaset, riunito sotto la presidenza di Fedele Confalonieri, ha esaminato il documento sulle linee guida di sviluppo e sui target economico-finanziari che il management della società presenterà mercoledì agli analisti finanziari di stanza a Londra.

Il documento, che sarà disponibile dalle ore 12 di mercoledì nell’area Investor Center del sito mediaset.it, esplicita la road map messa a punto dal management per rafforzare la leadership pubblicitaria crossmediale costruita da Mediaset negli ultimi anni. Una leadership esercitata in tv, internet e radio che nel 2016 ha visto la raccolta pubblicitaria complessiva del gruppo guidato dall’a.d. Pier Silvio Berlusconi crescere ulteriormente del 4% rispetto al 2015 (+2,8% senza considerare il contributo del polo radiofonico acquisito nel 2016).

La crescita futura, spiega Mediaset nella nota, sarà costruita sia attraverso lo sviluppo di contenuti locali e internazionali, innovative partnership internazionali come la recente Studio 71 (qui l’articolo sull’operazione), nuovi contenuti online first e il lancio di una piattaforma Ott di nuova generazione Avod (Advertising video on demand), sia attraverso lo sviluppo anche digitale dell’offerta pubblicitaria Mediaset offrendo al mercato nuovi servizi di profilazione.  

La nuova piattaforma opererà sul mercato con un modello di business simile a quello di Spotify nella musica, proponendo sul web e sui device mobile la library dei contenuti in chiaro di Mediaset e produzioni create appositamente per i canali digitali (ad esempio da Studio 71 ma non solo) con una doppia modalità: gratuitamente insieme alla veicolazione di spot pubblicitari (modello free), a pagamento attraverso un costo fisso mensile e senza la pubblicità (modello premium). Un’offerta dunque che andrà ad affiancarsi ad Infinity, la piattaforma di streaming a pagamento di Mediaset (Svod, Subscription video on demand).

Sul lato delle efficienze, sono due gli ambiti di azione principali definiti dalla società di Cologno Monzese. Da un lato sono già operative le attività con Mediaset España per la coproduzione internazionale di contenuti, attività estendibili anche ad altri broadcaster europei. Dall’altro, oltre alle fisiologiche efficienze frutto dell’ottimizzazione dovuta al pieno utilizzo delle opportunità tecnologiche, una rifocalizzazione dell’area pay tv organizzata su due piani. Rendere disponibili i canali pay prodotti da Mediaset anche ad altri operatori, e contemporaneamente aprire la piattaforma tecnologica Premium – unica esistente in Italia sul digitale terrestre – a tutti i produttori di contenuti interessati a un’offerta pay. Un nuovo assetto che consentirà a Premium di partecipare alle aste per i diritti del calcio con un approccio orientato alle reali opportunità di business.

In pratica Mediaset rivede il modello di business dell’offerta Premium. Da un lato ponendosi sul mercato come fornitore di nuovi canali tv o digitali per conto terzi, a partire dalle telco. Dall’altro mettendo a disposizione la propria infrastruttura di operatore della tv a pagamento a quei broadcaster, già presenti su altre piattaforme con la propria offerta, che volessero lanciare un loro canale sul digitale terrestre con un’offerta pay gestita autonomamente da Premium. 

Tutte queste attività produrranno una crescita della quota di mercato pubblicitario totale di Mediaset dal 37,4% di oggi a oltre il 39% (39-39,5%) nel 2020. Con un miglioramento, sempre al 2020, dell’Ebit delle attività media italiane atteso per 468 milioni di euro.

AgCom, istruttoria Mediaset-Vivendi in corso

Intanto l’Agcom ha oggi precisato con una nota che “l’istruttoria Mediaset-Vivendi è ancora in corso”, dopo l’uscita di notizie secondo cui l’Authority sarebbe pronta a bloccare la corsa della società francese al gruppo di Silvio Berlusconi. “Sono infatti in pieno svolgimento tutti gli adempimenti necessari per approfondire i molteplici aspetti tecnici, giuridici e di mercato che l’analisi richiede”, spiega l’Agcom. L’istruttoria si concluderà  entro 120 giorni prorogabili di ulteriori 60.

A metà dicembre Vivendi ha iniziato a rastrellare azioni di Mediaset sul mercato, passando in giorni dal 3%  quasi il 30% del capitale del gruppo televisivo di Cologno Monzese. Nel frattempo Fininvest ha presentato alla Consob un esposto in cui accusa i francesi di aver manipolato il mercato. A questo punto si è attivata anche l’Agcom.

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