Mediaset, nuova causa contro Vivendi; Confalonieri: «Possibili acquisizioni»

In corso l’assemblea degli azionisti del gruppo, chiamata ad approvare il bilancio 2016 e il piano di buyback. Il gruppo francese citato ancora in Tribunale. Il presidente: “Possibili anche cessioni di attività non core”

di Lorenzo Mosciatti
28 giugno 2017
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Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri

Mediaset annuncia una nuova causa contro Vivendi, chiude il primo semestre con un andamento pubblicitario in lieve crescita e annuncia l’intenzione di mettere a segno nuove acquisizioni sul mercato.

Nel corso dell’assemblea degli azionisti del gruppo, chiamata ad approvare il bilancio 2016 e il piano di buyback, il presidente Fedele Confalonieri ha annunciato che “poche settimane fa abbiamo nuovamente citato in tribunale Vivendi per violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo”. 

Il nuovo atto di citazione di Mediaset, presentato unitamente a Fininvest, è stato depositato lo scorso 8 giugno in Tribunale. Le due società che fanno capo alla famiglia Berlusconi hanno chiesto di accertare e dichiarare la violazione da parte di Vivendi del divieto di acquisto di azioni di Mediaset, in considerazione dei termini del contratto firmato ad aprile 2016 e, dunque, di sancire la nullità degli acquisti di azioni di Mediaset, anche alla luce della violazione delle norme antitrust accertate dall’Agcom.

“La prima causa era legata alla rottura del contratto, questa è conseguenza di quanto avvenuto dopo”, ha detto l’amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi. “Ci tengo a precisare che noi non puntiamo al risarcimento del danno quanto all’esecuzione del contratto” siglato nel 2016. Mediaset ha chiesto 1,5 miliardi di euro a Vivendi per danni a seguito della decisione dei francesi di non procedere all’acquisizione di Premium.

L’alleanza con Vivendi, ha aggiunto Confalonieri, doveva essere “qualcosa di molto positivo ed è diventato un elemento fortemente negativo, un intralcio, un condizionamento pesante al nostro sviluppo”. I francesi di Vivendi non hanno preso parte ai lavori odierni dell’assemblea e non hanno dunque depositato lo 28,8% del capitale di cui sono in possesso.

In vista nuove operazioni di mercato

Mediaset non esclude di realizzare acquisizioni nel futuro o di cedere attività non core. “Non escludiamo nel futuro nuove possibili acquisizioni o la forme di partnership che possano dare impulso all’attività, così come non si possono escludere eventuali cessioni di attività non core”, ha detto sempre Confalonieri.

L’assembla ha quindi approvato il rinnovo del piano di buyback, ovvero di riacquisto di azioni proprie proposto all’assise dal consiglio di amministrazione, senza che Fininvest incorra nell’obbligo di lanciare un’Opa su tutta la società. Il piano ha avuto il via libera da parte di quasi il 99% dei soci di minoranza presenti in assemblea per il 12,15% del capitale, quindi oltre la soglia necessaria del 10% necessaria. La misura rappresenta una azione mirata a rafforzare il controllo di Fininvest su Mediaset, alla luce del contenzioso in corso con Vivendi.

Mediaset interessata ai diritti della Serie A, anche con TIM

Confalonieri ha anche annunciato che Mediaset Premium tornerà a farsi sotto per la Serie A dopo aver disertato la prima asta. “In autunno è prevista una nuova asta per i diritti tv della Serie A. Mediaset parteciperà con l’obiettivo di ottenere la migliore offerta televisiva calcistica per i tifosi italiani”.  E Pier Silvio Berlusconi non ha escluso su questo fronte accordi per i diritti della Serie A con Tim, l’operatore telefonico di cui Vivendi è il primo azionista. «Perché no», harisposto Belrlusconi, precisando però che «ad oggi però non ci sono trattaive in corso”.

La posizione non cambia in merito ad una possibile intesa con Sky, realtà con la quale “anche in passato ci siamo scambiati i diritti, e la scelta ha portato benefici ad entrambe le società”. Se Premium non dovesse però contare più sui diritti del calcio, «cosa che non ci auguriamo e che riteniamo difficile, cosa accadrà è scritto nel piano industrial. E’ già previsto uno scenario worst senza il calcio» con una Premium rivista e più leggera. Ma la domanda non è come farebbe Premium senza la serie A, ma la serie A senza Premium».

Per quanto riguarda Premium, ha detto Pier Silvio Berlusconi, «stiamo lavorando per realizzare un margine migliore più che per aumentare abbonati e ricavi a tutti i costi. Già nel 2017 i conti saranno in miglioramento rispetto allo scorso esercizio», mentre per quanto concerne la raccolta pubblicitaria, ha concluso Berlusconi, “pensiamo di chiudere il semestre in crescita, un più relativamente piccolo considerando che il mercato in calo e sta andando peggio di quanto ci aspettavamo. Noi stiamo andando bene e stiamo conquistando quote”.

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