L’Ungheria di Viktor Orban approva la “tassa sulla pubblicità”. A rischio l’industria dei media

La tassa, che prevede aliquote progressive in base alle entrate, potrebbe essere estesa anche alla pubblicità sui social network e sui motori di ricerca

di Lorenzo Mosciatti
11 giugno 2014
Viktor Orban
Viktor Orban

Il parlamento ungherese ha approvato oggi la controversa tassa sulla pubblicità.

Sulla norma, che secondo i critici rischia di danneggiare ulteriormente la libertà di stampa e soffocare l’industria dei media nel Paese, si staglia l’ombra del premier Viktor Orban, accusato di derive autoritarie.

Il primo ministro, rieletto ad aprile con una maggioranza assoluta, è stato più volte accusato di minare le istituzioni di controllo indipendenti e la libertà di stampa. La tassa (che, stando al promotore della bozza, un parlamentare del partito del Premier, Fidesz, verrà presto estesa alla pubblicità sui social network e i motori di ricerca) sarà strutturata secondo un’aliquota progressiva in base alle entrate.

L’unica a rientrare nello scaglione più alto, che dovrà pagare il ben 40% di tasse sulla pubblicità, è RTL, emittente campione di ascolti davanti a TV2, di recente acquistata da personaggi vicini al partito di Orban.

Negli scorsi giorni i principali operatori di settore avevano preannunciato per questo giovedì 15 minuti di interruzione delle trasmissioni in segno di protesta.

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