Abbonamenti sugli Instant Articles: Facebook li testa anche su la Repubblica

Nel corso delle prossime settimane partiranno i primi esperimenti. I publisher gestiranno direttamente i pagamenti e tratterranno il 100% dei ricavi

di Alessandra La Rosa
20 ottobre 2017
instant articles

C’è La Repubblica tra i 10 editori con cui Facebook darà il via, nel corso delle prossime settimane, ai primi test per supportare i modelli di abbonamento alle notizie negli Instant Articles.

A renderlo noto è la stessa Facebook, che in un blog post firmato da Campbell Brown, Head of News Partnerships, Alex Hardiman, Head of News Product e Sameera Salari, Product Manager, ufficializza i nomi dei 10 editori, europei e americani, che saranno i primi partner dell’iniziativa: oltre alla testata di Gedi Gruppo Editoriale, ci sono Bild, The Boston Globe, The Economist, Hearst (The Houston Chronicle e The San Francisco Chronicle), Le Parisien, Spiegel, The Telegraph, Tronc (The Baltimore Sun, The Los Angeles Times e The San Diego Union Tribune) e The Washington Post.

Con loro Facebook avvierà a breve i primi test per supportare gli abbonamenti sugli Instant Article, inizialmente solo su dispositivi Android.

Nel blog post, Facebook entra nel particolare di come funzioneranno i test. “Supporteremo un paywall negli Instant Articles sia per i modelli metered, a numero definito di articoli (inizieremo con 10 articoli e testeremo delle variazioni partendo da quel numero) sia per i modelli freemium (in cui l’editore controlla quali articoli vengono bloccati) – scrivono i tre manager -. Quando una persona, non ancora abbonata ad una testata, si imbatterà in un paywall all’interno degli Instant Article, visualizzerà la richiesta di abbonarsi per ottenere l’accesso completo ai contenuti di quel editore. Se questa persona deciderà di abbonarsi, la transazione avrà luogo sul sito dell’editore. L’editore gestirà direttamente il pagamento e tratterrà il 100% dei ricavi”.

Il rapporto tra editore e abbonato funzionerà esattamente nello stesso modo in cui avviene oggi sul sito dell’editore – prosegue il post -, dove quest’ultimo ha accesso diretto e completo controllo, tra le altre cose, sull’impostazione dei prezzi e della proprietà dei dati degli abbonati. Questi abbonamenti includono l’accesso completo al sito e alle app dell’editore. Chi è già abbonato ad una testata coinvolta nel test, potrà autenticarsi all’interno degli Instant Article per ottenere l’accesso completo agli articoli di quell’editore”.

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Facebook testerà inoltre anche altre funzionalità che possano portare agli editori ulteriori abbonamenti, prima che una persona raggiunga il paywall: da una Call to Action (CTA) che apparirà all’interno degli Instant Article, simile ad altre CTA come “Email Sign-Up” (per iscriversi alle newsletter) o “App Install” (per installare l’App), a un pulsante “Abbonati” che sostituirà il pulsante “Mi piace” nell’angolo in alto a destra di un articolo. Il lavoro con gli editori partner consentirà di perfezionare queste funzionalità e di costruirne di nuove.

“In futuro speriamo di poter estendere il test ad altri partner”, aggiungono i manager, sottolineando come quest’anno il ricavo medio per page view sugli Instant Articles sia aumentato del 50% e lo strumento generi più di 1 milione di dollari al giorno agli editori tramite Audience Network.

La Repubblica è l’unica testata italiana presente tra i partner. Massimo Russo, Direttore Generale della Digital Division di Gedi Gruppo Editoriale, ha commentato così la partnership con il social: «La collaborazione con Facebook e con le piattaforme digitali per testare la disponibilità degli utenti a pagare per il giornalismo riveste per noi grande importanza. È una strada sulla quale stiamo lavorando per affiancare a Repubblica.it nuovi prodotti di analisi e approfondimento».

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