Instagram lancia la sua Ads API: quantificati in 3 miliardi di dollari i ricavi adv dell’app nel 2017

La stima di Emarketer accompagna l’annuncio del social. Resi noti anche i nomi dei partners, o meglio dei Facebook Marketing Partners, i cui tool saranno implementati nella soluzione, per ora ancora non disponibile in Italia

di Teresa Nappi
05 agosto 2015
instagram-supera-twitter

Un paio di mesi fa, il 3 giugno per essere precisi, Instagram attraverso un blog post annunciava una sterzata decisa sul fronte advertising. La piattaforma aveva in quell’occasione annunciato che avrebbe reso i propri spazi adv disponibili tramite una Instagram Ads API e tramite le già esistenti interfacce di vendita di Facebook.

Ci sono più di due milioni di inserzionisti che usano attivamente Facebook per la loro pubblicità – si leggeva sul blog post – e la nostra intenzione è quella di sfruttare il meglio dell’infrastruttura di Facebook per l’acquisto, la gestione e la misurazione degli annunci su Instagram. Cominceremo aprendo l’Instagram Ads API a un selezionato gruppo di Facebook Marketing Partners e agenzie, e pianifichiamo di espandere globalmente questo strumento nel corso di quest’anno”.

Ecco quel momento dell’anno è arrivato. Instagram infatti ha lanciato ufficialmente l’Instagram Ads API e annunciato alcuni dei partner che stanno collaborando all’implementazione della soluzione: Hootsuite, Kenshoo, Brand Networks, Salesforce Marketing Cloud, Unified, SocialCode, 4C, Nanigans e Ampush.

Quelli elencati sono di fatto tra i principali partner commerciali di Facebook.

In precedenza, la possibilità di acquistare spazi pubblicitari su Instagram era un caso particolarmente eccezionale che richiedeva un contatto diretto con un rappresentante commerciale della società ed era limitata solo per chi disponeva di grandi budget. Adesso però, tutti potranno pianificare i propri annunci e, grazie alla disponibilità delle API, anche utilizzando piattaforme di terze parti.

O meglio: tutti gli inserzionisti degli otto mercati (Stati Uniti, Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Giappone e Regno Unito) in cui l’API è stata resa disponibile e tra i quali per ora l’Italia non figura.

In ogni caso, alcuni marketer potranno ora acquistare spazi pubblicitari all’interno di Instagram, allo stesso modo di come acquistano su Facebook e grosso modo come fanno con Twitter.

Tutto questo crea ottime basi per supporre che Instagram avrà un rapido successo in ambito pubblicitario. Fiduciosi anche analisti e ricercatori, come quelli di Emarketer, secondo cui entro il 2017 Instagram supererà Google e Twitter in termini di ricavi per gli annunci display su mobile.

Secondo le stime, Instagram registrerà solo quest’anno un ricavo pari a 595 milioni di dollari derivanti dall’advertising mobile in tutto il mondo; inoltre, le stime prevedono anche che entro il 2017 i ricavi pubblicitari totali dell’app raggiungeranno quota 2,81 miliardi di dollari, pari  circa il 14% dei ricavi pubblicitari globali di Facebook (quest’anno tale percentuale si attesta sul 5%).

Ci sono dunque tutte le basi per dichiarare Instagram prossimo colosso del business pubblicitario: “Ora che Instagram sta aprendo agli inserzionisti c’è moltissima domanda in attesa di essere soddisfatta”, ha dichiarato Debra Aho Williamson, analista di eMarketer. “In particolare, gli inserzionisti saranno in grado di utilizzare una serie completa di strumenti di Facebook, tra cui la personalizzazione degli annunci in base a precisi segmenti di target”.

E’ giusto puntualizzare, in chiusura, che Instagram non possiede soluzioni pubblicitarie desktop-based, per cui i dati forniti inquadrano in modo esaustivo il valore del social come media.

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