IlSole24Ore.com lancia la sezione Lab24, per un’economia a portata di smartphone

La nuova sezione vede nel ruolo di coordinatore Luca Salvioli, giornalista della redazione online del Sole 24 Ore, e in quello di design director Laura Cattaneo

di Lorenzo Mosciatti
14 novembre 2019
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Laura Cattaneo e Luca Salvioli

Il Sole 24 Ore spinge l’acceleratore sui contenuti visual con Lab24, l’area di sviluppo di nuovi format giornalistici con una forte connotazione visuale e pensati, innanzitutto, per una fruizione su smartphone, dove oggi la maggior parte degli utenti si informa.

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I migliori lavori sviluppati internamente, dai testi al codice, si possono trovare ora all’indirizzo lab24.ilsole24ore.com, all’interno del Sole24Ore.com. I principali formati sviluppati da Lab24 al momento riguardano la visualizzazione di classifiche interattive, le card, i database, i longread, i motion graphic.

È il risultato di un lavoro di team, voluto dal vice direttore per lo sviluppo digitale Roberto Bernabò, che coinvolge i giornalisti del Sole 24 Ore, lo sviluppo software fatto internamente, il web design, l’infografica e la grafica, la sperimentazione in ambito video, i dati dell’ufficio studi e la ricerca di Infodata, il blog di data journalism del Sole 24 Ore.

Un mix di competenze che ha una lunga tradizione sul giornale e che ha un suo spazio evolutivo sul digitale.

Il coordinatore di Lab24 è Luca Salvioli, giornalista della redazione online del Sole 24 Ore dove segue in particolare il mondo della tecnologia, e la design director è Laura Cattaneo, già alla progettazione digitale dei prodotti del Gruppo.

Cosa è possibile trovare in Lab24

La nuova sezione lab24.ilsole24ore.com raccoglie i lavori sviluppati fino ad ora a cui si aggiungerà tra pochi giorni il prossimo visual: una serie di card da sfogliare, sviluppate per una fruizione su smartphone, che raccontano la crescita delle grandi piattaforme Google, Amazon, Facebook, Apple.

Si chiama “too big to break” e spiega, con tutti i numeri e le curiosità che ne hanno fatto dei colossi a partire da un garage o da un’aula di università, perché i regolatori di tutto il mondo oggi credano che queste aziende siano diventate troppo grosse. Al punto che c’è chi arriva a parlare di “break up”, spezzatino, per ridurre i monopoli e favorire l’innovazione.

Gli sfondi della card propongono gli stili e le grafiche delle piattaforme digitali di cui si parla.

Le classifiche interattive hanno la loro massima espressione con la storica indagine sulla qualità della vita curata dal Sole 24 Ore del Lunedì, con ricerche e articoli di Marta Casadei e Michela Finizio, che quest’anno vedrà la trentesima edizione e negli ultimi mesi ha visto un percorso di avvicinamento con l’arrivo di nuovi indici.

Interrogando il database si scoprono le province italiane a partire dai numeri, si possono osservare tendenze e curiosità, mettere a confronto città diverse, guardare le edizioni passate.

Il formato card è invece adatto a un racconto con una struttura più semplice. È stato utilizzato di recente per illustrare le principali misure di politica monetaria messe in campo dalla banca centrale europea negli otto anni di Mario Draghi, illustrate con immagini, grafici interattivi e il racconto di Isabella Bufacchi, corrispondente da Francoforte. Oppure per visualizzare, con un linguaggio molto grafico e social, le diseguaglianze all’interno dell’Europa.

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Un esempio di card

Il longread è un formato pensato per articoli lunghi e reportage corredati da immagini ampie e infografiche di dettaglio.

 

E ancora: è possibile trovare nella sezione chart dinamiche e interattive, che permettono inoltre la visualizzazione dei dati finanziari. Per esempio quella dedicata alla “lunga cavalcata degli smartphone”, che segue l’evoluzione del cellulare negli anni, i principali modelli, i protagonisti, le quote di mercato.

Per quanto riguarda i video, la sperimentazione si sta concentrando sul motion graphic: animazioni e grafica che, insieme all’analisi giornalistica, hanno consentito, per esempio, di raccontare che cos’è lo spread, in un videoracconto di Andrea Franceschi che spiega perché il differenziale di rendimento tra Btp decennale e bund è un parametro così importante e che conseguenze ha sul bilancio di uno stato.

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