New York Times: refresh online con occhio a mobile e native adv

Dall’8 gennaio il quotidiano cambia veste. Tra le novità una navigazione più immediata e un più ampio spazio a video e foto. Più veloce anche l’accesso ai commenti e alle funzioni social

di engage
04 gennaio 2014
New York Times - nuova release
Il nuovo New York Times

Il New York Times ha scelto di rinnovarsi online. L’8 gennaio ha infatti lanciato la sua nuova versione web. La nuova veste del quotidiano online è stata in primis resa più semplice e coinvolgente e sarà la base per futuri sviluppi del sito. Più pulita e ottimizzata per device mobili e computer portatili, la new versione del sito ha pagine che si caricano più velocemente e la ricerca di contenuti è di sicuro più efficiente.

Questo particolare cambiamento era stato annunciato lo scorso marzo, quando il prestigioso giornale aveva messo in rete alcuni esempi delle nuove pagine. «Questi miglioramenti consentono alla nostra redazione di avere i migliori strumenti per la pubblicazione in tutte le sue forme digitali», ha dichiarato Jill Abramson, direttore esecutivo del New York Times, «con una parte rilevante dedicata ai video e alla fotografia, le nuove funzionalità sono molto coinvolgenti e migliorano la capacità dei nostri lettori di condividere e commentare gli articoli».

Oltre alla grafica, il restyling permette anche di avere un accesso in modo più veloce e immediato ai commenti e alla condivisione dei contenuti. Un altro punto di forza è poi la navigazione personalizzabile per gli utenti iscritti, che possono scegliere direttamente dal menu quali argomenti seguire. Ci saranno anche cambiamenti sul fronte delle pubblicità: saranno infatti lanciate le “native advertising”, un metodo pubblicitario sempre più usato sia negli Usa che in Italia, che prevede contenuti editoriali sponsorizzati dagli inserzionisti. Sulla questione si era aperta una lunga polemica all’interno della redazione, ma l’amministrazione ha deciso di continuare sulla via intrapresa. Le “native ad” – lanciate anni fa da siti come BuzzFeed – saranno ben identificabili dai lettori del New York Times e serviranno, dicono dai vertici del giornale, per migliorare i ricavi da pubblicità, in caduta libera negli ultimi anni.

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