HiMedia allarga il network con le news di TPI e si prepara al lancio in Italia di Quantum (Native adv)

Con la testata fondata da Giulio Gambino la concessionaria si rafforza sul target dei “giovani altospendenti”. Intanto, il Ceo di HiMedia Group Carlo Poss anticipa alcune mosse della società

di Simone Freddi
15 ottobre 2015
CarloPoss-HiMedia

Nuova acquisizione per HiMedia: si tratta di TPI, giornale online italiano di news e storie internazionali nato nel 2010 dall’idea del giovane reporter Giulio Gambino (L’Espresso, La Stampa, freelance per il The Wall Street Journal), che ha deciso di affidare la raccolta pubblicitaria alla concessionaria guidata in Italia da Carlo Poss.

Pur occupandosi di cronaca, TPI – che dichiara 30 milioni di pagine viste al mese e quasi 1.5 milioni di utenti unici mensili – ha il suo core target nella fascia d’età 18-35: il sito si propone infatti di raccontare il mondo attraverso lo sguardo di chi è realmente “sul campo” soprattutto a giovani, per lo più viaggiatori, con un alto livello di istruzione e global-oriented. Da giugno 2015, la testata vanta tra le altre la collaborazione di Roberto Saviano.

Grazie alla partnership con HiMedia, concessionaria che pone sempre al centro l’innovazione tecnologica, l’inventory del sito di TPI (skin e rich media compresi) potrà essere totalmente gestita in programmatic (in private e open market).

La home page di TPI

«Con l’ingresso di TPI tra i nostri editori, si amplia l’offerta di HiMedia in ambito “giovani” altospendenti, rispondendo così alla crescente esigenza degli advertiser di colpire un segmento solitamente difficoltoso da raggiungere al di fuori dei social network. TPI si inserisce nel filone dei nuovi progetti editoriali che soddisfano le aspettative di informazione di un pubblico sempre più frammentato tra differenti canali di comunicazione – commenta Carlo Poss, CEO di HiMedia Group Italia – e siamo certi che la nostra lunga esperienza nel mobile e nel programmatic possa offrire ottime soddisfazioni ad entrambi».

Importante il riferimento al mobile: il sito infatti risulta essere consultato prevalentemente in mobilità (70% degli utenti utilizza la versione mobile del sito) mentre il 30% naviga all’interno del giornale da desktop e risulta particolarmente apprezzato dalle donne che compongono ben il 61% dei lettori.

L’accordo con TPI rafforza consolida inoltre la posizione di HiMedia sul fronte delle news, dove è già ben presente con Ilfattoquotidiano.it, che rappresenta di gran lunga il principale partner italiano della concessionaria e con il quale, peraltro, il rapporto è in divenire.

Secondo quanto recentemente dichiarato dall’a.d. del Fatto Cinzia Monteverdi, tra i prossimi progetti per l’editore, oltre all’apertura di un e-commerce e la quotazione in Borsa, c’è anche la creazione di una concessionaria pubblicitaria interna. Concessionaria che, secondo quanto dichiarato da Cinzia Monteverdi, potrebbe vedere la luce entro il 2016 e assumere la forma di una Newco in collaborazione proprio con HiMedia.

Carlo Poss sul futuro di HiMedia: «Il mercato spinge verso l’aggregazione»

Sempre stando alle dichiarazioni di Cinzia Monteverdi, la struttura ipotizzata potrebbe essere aperta anche alla raccolta verso siti terzi. Per ora Poss, che abbiamo contattato in merito, non conferma né smentisce: «Con il Fatto Quotidiano abbiamo un rapporto fantastico, credo sia naturale che un editore aspiri a creare una propria concessionaria di pubblicità nel suo percorso di crescita e sono felice che Cinzia Monteverdi abbia citato noi come possibile partner per realizzarla, ma – ha precisato Poss – al momento non c’è nessun progetto avviato in tal senso».

Sta di fatto che HiMedia Group, multinazionale francese cui fa capo HiMedia, ha chiuso il primo semestre con perdite consolidate di 31,8 milioni di euro (a causa soprattutto di svalutazioni di società precedentemente acquisite) e ha annunciato una riorganizzazione delle proprie attività, con il progressivo disimpegno dall’attività di raccolta pubblicitaria tradizionale per concentrarsi su attività a maggior potenziale di crescita, in particolare il drive-to-store e il native advertising.

Hi Media Group, inoltre, ha recentemente ceduto la maggioranza della sua filiale tedesca all’a.d. della sede locale. Non si può escludere quindi che il Gruppo possa essere interessato a cedere, del tutto o in parte, il controllo della concessionaria anche in Italia.

«Per quanto sia un progetto solidissimo, Il Fatto Quotidiano probabilmente non sarebbe sufficientemente grande in termini di traffico per vivere da solo sul mercato pubblicitario attuale» osserva Poss in riferimento alla possibilità che la futura concessionaria interna del Fatto possa raccogliere anche per siti terzi. «Per restare a un certo livello, è necessario essere molto grandi in termini di volume di audience, il mercato spinge verso l’aggregazione», continua il Ceo di HiMedia Group Italia, che ricorda come HiMedia insieme alla sister company Mobvious gestisca la pubblicità di una quarantina di siti in Italia, presidiando in modo trasversale tutti i target.

Intanto, anche in Italia in linea con il piano industriale di riorganizzazione delle attività sta investendo per capitalizzare i forti investimenti in tecnologia. «Presto lanceremo in Italia una nuova realtà per il native advertising», anticipa in proposito Poss. Dovrebbe trattarsi di Quantum Advertising, una piattaforma per la pubblicità nativa di cui Hi Media Group negli scorsi mesi è diventata azionista di riferimento.

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