GroupM rivede le stime: il mercato pubblicitario italiano a -1,3% nel 2019

La media holding di Wpp ha quindi aggiornato al ribasso le previsioni di investimento. Pesano l’assenza di eventi sportivi e le nuove limitazioni alla comunicazione del gioco d’azzardo. Internet cresce dell’8%

di Cosimo Vestito
16 luglio 2019
Norina Buscone-groupm
Norina Buscone

Con una nota stampa, oggi GroupM ufficializza quanto il Ceo Massimo Beduschi aveva anticipato al Sole 24Ore a proposito dell’andamento del mercato pubblicitario italiano.

La media holding di Wpp ha quindi aggiornato al ribasso le previsioni di investimento per il 2019: dal precedente +1.0% la stima ad oggi si attesta sul  -1,3% e, considerata la scarsa visibilità di medio periodo, non si esclude che questo dato possa arrivare a toccare il -2%, come già preannunciato a inizio mese da Massimo Costa, Country Manager per l’Italia di Wpp.

“La revisione è il frutto di un andamento della prima parte dell’anno più negativo rispetto alle nostre previsioni iniziali a cui si sommano i cali importanti previsti per i mesi di inizio estate. Questi ultimi infatti subiranno il contraccolpo dell’assenza degli eventi sportivi che avevano sostenuto il palinsesto del 2018, con un impatto che si scaricherà in modo più rilevante sulla televisione. A questo si aggiungerà una seconda parte dell’anno penalizzata dalla restrizione della pubblicità legata al mondo scommesse. Nel secondo semestre del 2018 questo settore aveva investito in pubblicità tabellare circa 50 milioni di euro, e all’incirca il 90% di queste risorse era stato allocato sulla televisione. Risorse che non verranno totalmente a mancare nel secondo semestre di quest’anno perché, in previsione dell’entrata in vigore della legge, una parte di investimento è stato anticipato, ma solo una parte e non la totalità”, ha commentato Norina Buscone, Vice President Research di GroupM Italia.

Ma a queste dinamiche endogene, ossia l’anno dispari ed gli effetti di una legge di settore, si aggiunge poi una situazione economica “debole” “con i consumi che stentano a riprendersi, e questo contesto sembra avere un impatto particolare su alcuni grandi settori che, nel tempo, hanno sostenuto il mercato pubblicitario; TLC, Toiletries, Gestione Casa e Abbigliamento fanno tutti registrare dei cali a doppia cifra nel consolidato a maggio, senza dimenticare l’Automotive che, pur non arrivando alla doppia cifra, registra cali significativi. A completamento di questa lettura però è doveroso dare anche dei segnali più ottimistici: se è vero che oggi registriamo una flessione sulla comunicazione classica è anche vero che questo è in parte dovuto ad uno spostamento di budget dei main spender verso forme di comunicazione non ancora monitorate con precisione; parliamo in questo caso di branded content, di sponsorizzazioni ed eventi e, soprattutto, di influencer marketing”, ha proseguito Buscone.

L’andamento dei singoli mezzi

Analizzando le performance sui mezzi, la Televisione è prevista in calo (-4,9% vs. 2018), risentendo di un consolidato a maggio negativo a causa anche di tagli a doppia cifra di alcuni grandi investitori, e dovrà fare i conti nei prossimi mesi con l’impatto degli eventi precedentemente descritti.

La Radio, prevista in lieve calo (-1,5%) dopo quattro anni di performance soddisfacenti, sta mostrando andamenti altalenanti e, benché ad oggi positiva, dovrà confrontarsi con una seconda parte del 2018 ancora molto tonica. La Stampa, secondo GroupM, decresce a doppia cifra, con un inizio 2019 in cui ha evidenziato cali importanti, che influenzeranno il risultato finale dell’anno.

Internet, insieme al Cinema, sono gli unici mezzi che segnano crescite, il primo continua a essere positivo (+8,0%), supportato dalle prestazioni degli OTT (Google, Facebook e Amazon), ma non solo. Le buone prestazioni del web sono sempre più spinte dal video, dai social, dalla maggiore penetrazione di dispositivi mobile, dalla capacità del mezzo di fornire agli inserzionisti una maggiore precisione e dalla possibilità di accorciare tutte le attività di misurazione dell’efficacia delle attività di marketing. Queste caratteristiche sono fruibili in modo assolutamente analogo non solo da grandi player ma anche, e soprattutto, da tutto lo Small Medium Business (ovvero i piccoli inserzionisti locali): internet ha permesso loro sia di competere nelle proprie aree sia di promuovere la propria offerta a un pubblico più ampio ma selezionato. E questo ha indubbiamente pagato.

In Italia, il duopolio Tv e web supera oramai l’80% del media mix, la share TV continua a essere importante ma la sua contrazione a favore del digitale, iniziata nel 2017, accelera nell’anno in corso, anche per effetto dell’anno dispari.

Infine, GroupM stima anche un calo dell’OOH (- 3,5%). Indubbiamente l’anno è partito in salita, con investimenti in contrazione, ma questo mezzo ha al suo interno realtà molto diversificate. Ci sono prodotti che continuano a far registrare una china calante – quelli più legati alla storicità del mezzo affissione – mentre tutte quelle forme di presidio qualitativo delle città o dei luoghi di transito/aggregazione e le affissioni dinamiche (la nuova OOH) stanno reagendo in modo più vivace.

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