Gedi, il CdA risponde a Carlo De Benedetti. Nei nove mesi pubblicità a -7%

La contrazione della raccolta (-5,9%) e dei ricavi diffusionali (-4%) migliora nel terzo trimestre

di Lorenzo Mosciatti
21 ottobre 2019
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Laura Cioli

Il consiglio di amministrazione di Gedi risponde alle valutazioni di Carlo De Benedetti sullo stato economico del gruppo e comunica al mercato i risultati di bilancio dei primi nove mesi del 2019.

“In relazione alle valutazioni espresse dall’ingegner Carlo De Benedetti”, il cda del gruppo editoriale che edita, tra gli altri, la Repubblica e La Stampa, “desidera precisare che, pur riconoscendo le difficoltà con le quali si confronta, derivanti dalla perdurante sofferenza del settore della carta stampata che incide sui risultati di tutti gli editori, il Gruppo Gedi mantiene una solida leadership nella stampa quotidiana, nel digitale e nelle radio, e adotta misure idonee ad affrontare il futuro, l’investimento e lo sviluppo e creare valore sostenibile, con consapevolezza della rilevanza e delicatezza del mestiere e della funzione che svolge nel paese, senso di responsabilità, rispetto e sostegno per il lavoro svolto dal management, dai direttori delle testate e da tutte le donne e gli uomini che in esso orgogliosamente operano”.

Il consiglio di amministrazione di Gedi ha così di fatto bocciato formalmente l’offerta di acquisto del 29,9% delle azioni della società in mano alla Cir da parte della Romed di Carlo De Benedetti. E lo ha fatto presentando i conti dei primi nove mesi, che vedono il gruppo tornare in rosso a causa delle difficoltà del settore editoriale e per la cessione con minusvalenza di Persidera.

Nei nove mesi i ricavi consolidati di Gedi, pari a 441,5 milioni di euro, hanno registrato una flessione del 6% rispetto allo stesso periodo del 2018. I ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano complessivamente il 12% del fatturato consolidato (14,8% sul brand Repubblica) ed i prodotti digitali delle diverse testate del Gruppo hanno raggiunto a fine settembre 2019 i 126 mila abbonati. I ricavi diffusionali, pari a 205,2 milioni, sono diminuiti del 4,8%, in un mercato che ha registrato una riduzione dell’8,2% delle vendite dei quotidiani in edicola e abbonamento. I ricavi pubblicitari, pari a 206,4 milioni, sono risultati in calo del 7% rispetto ai primi nove mesi del 2018.

Il risultato netto consolidato della società guidata dall’a.d. Laura Cioli registra una perdita di 18,3 milioni di euro recependo gli effetti della cessione di Persidera (-16,9 milioni) e oneri per ristrutturazioni con impatto sul risultato netto pari a 3,7 milioni. Al netto di tali effetti il risultato netto consolidato è positivo per 2,2 milioni, mentre i primi nove mesi del 2018 si erano chiusi con un utile netto consolidato di 7,8 milioni. L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2019 ammonta a 118,4 milioni, in aumento rispetto ai 103,2 milioni di fine 2018 principalmente per effetto di 25,6 milioni di pagamenti relativi ai piani di riorganizzazione in corso.

Analizzando il terzo trimestre dell’anno, il fatturato totale è calato del 5,8%, sostanzialmente in linea con il risultato del primo semestre dell’anno (-6,1%) ma con andamenti non omogenei tra le diverse componenti: la contrazione della raccolta pubblicitaria (-5,9%) e dei ricavi diffusionali (-4%) è stata inferiore a quella dei mesi precedenti (-7,4% e -5,2% rispettivamente nel primo semestre) mentre più significativa è stata la riduzione dei ricavi dei prodotti opzionali e diversi (-17,5%) per effetto di un diverso calendario delle attività. Il risultato netto consolidato ammonta a 0,7 milioni (3,5 milioni nel corrispondente periodo del 2018).

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