Facebook Premium Video Ads, le opinioni degli operatori #3

Giro di microfoni tra centri media e specialisti di video adv per capire che impatto avrà il nuovo formato. Terza tranche di commenti con Layla Pavone (Isobar) e Zeno Mottura (MEC)

di engage
18 marzo 2014
Facebook video ads

Terza puntata del nostro giro di microfoni tra centri media e strutture specializzate in video adv multiscreen riguardo le potenzialità dei Premium Video Ads di Facebook,  i nuovi formati video del social network di Menlo Park integrati nel News Feed il cui roll-out è iniziato ufficialmente giovedì scorso.

Caratterizzati da immagini e audio di alta qualità, i Premium Video Ads hanno una durata di 15 secondi e si avviano automaticamente senza audio all’interno del flusso di aggiornamenti degli utenti. E’ sufficiente un semplice click per accedere al video con audio attivo in modalità full screen.

Il lancio del nuovo formato avverrà in modo graduale. Partendo dagli Stati Uniti, i Premium Video Ads verranno progressivamente estesi nel resto del mondo in funzione dei feedback degli utenti e del mercato, secondo quella che nel caso di Facebook è una strategia ormai consolidata.

In attesa di vedere debuttare il formato anche nel nostro Paese, stiamo contattando i principali centri media e le maggiori società specializzate in video advertising, per capire quale potrà essere l’impatto che questa novità potrà avere sulle strategie di comunicazione video multicanale, considerando l’incredibile penetrazione di Facebook. Nel nostro Paese, gli ultimi dati ufficiali parlano di 24 milioni di utenti unici mensili e 18 milioni giornalieri, tra desktop e mobile. 

Dopo la prima parte del servizio con i commenti di Luca Colombo (Facebook), Alberto Salucci (MediaCom), Andrea Febbraio (Ebuzzing) e Francesco Di Norcia (Havas MG) e la seconda puntata con le dichiarazioni di Andrea Di Fonzo (GroupM), Michele Rossi (Starcom MediaVest), Amedeo Guffanti (77Agency) e Vittorio Bonori (ZenithOptimedia), in questo terzo appuntamento la parola passa a Layla Pavone di Isobar e Zeno Mottura di MEC.


Layla Pavone,
Managing director Isobar

Layla Pavone

«Il video “spacca” per usare un linguaggio “pop” ed è assolutamente vero. Tutte le ricerche nazionali ed internazionali segnalano un trend di crescita a doppia o tripla cifra si in termini di tempo speso nella fruizione dei video da parte degli utenti sia in termini di raccolta pubblicitaria. Nessun altro veicolo e’ in grado di convogliare più informazioni in minor tempo, grazie naturalmente alla sua natura multisensoriale. E’ lo strumento che consente di arricchire la “consumer experience”».

«Ci sono tre punti fondamentali da considerare, e su cui tutta l’industry deve convergere a mio avviso:

– i formati standard, sempre più necessari perché questo veicolo pubblicitario possa continuare crescere velocemente generando efficacia ed efficienza considerando la fruizione multidevice in continua evoluzione.
– le metriche, anche in questo caso è fondamentale che si sia tutti d’accordo su cosa e come misurare la fruizione video advertising sia in pre che in post valutazione delle campagne. Credo che questo ruolo fondamentale sia in capo alle principali associazioni come da noi lo IAB e Assocom ad esempio. Infatti da un anno abbiamo aperto un tavolo di lavoro interassociativo impegnato proprio nell’individuazione, condivisione e divulgazione degli standard di mercato.
– la creatività, che per creare engagement deve poter andare oltre lo spot 15” ovvero l’interazione con il video digitale ha rimpiazzato il consumo passivo del video stesso tipico della fruizione televisiva classica. E’ quello che oggi chiedono gli utenti. Il video crea maggiori opportunità di ingaggio soprattutto se si accompagnano allo stesso strumenti di interazione come ad esempio istant pool, la possibilità di fare domande ed avere risposte, la possibilità di interagire con altri utenti via chat e cosi via».

«Credo che in Facebook oggi abbiano molto chiaro dove stiano andando gli utenti e di conseguenza il business, anche perché hanno la possibilità di lavorare su gigantesche economie di scala, visto che hanno circa un miliardo di utenti nel mondo, e possono permettersi molti investimenti in ricerca e sviluppo di soluzioni nuove, anche a costo di sbagliare e modificare le strategie strada facendo: un’attitudine tipicamente americana che diventa un asset quando si parla di innovazione».


Zeno Mottura,

Managing director e chief interaction officer di MEC

Zeno Mottura

«Considerando la penetrazione di Facebook e la capacità di profilare gli utenti, ci aspettiamo sicuramente un prodotto video dal grande potenziale. Sebbene sia ancora in fase test negli Stati Uniti, crediamo che possa riscuotere un grande interesse in un mercato come il nostro dove la video comunicazione ed i prodotti video nati per il web sono all’avanguardia. Gli utenti italiani sono già abituati a soluzioni video in auto play ed i risultati registrati ad esempio dal nostro player proprietario MVideo dimostrano che se contestualizzato in maniera opportuna lo spot tv ha trovato nel digitale un grande alleato. Inoltre trattandosi di un prodotto Premium, ci aspettiamo che sia fortemente orientato a tutelare gli utenti nel poter scegliere o meno di fruirne direttamente dal news feed».

Riguardo come le aziende dovranno integrare questo canale nelle loro strategie ai fini di un’efficace comunicazione, «Le aziende stanno già lavorando in logica di video comunicazione, estendendo lo spot televisivo ai diversi ambiti digitali, dal web al mobile all OOH. Maggiore sarà la capacità di profilare le audience da parte dei diversi device, maggiori saranno le opportunità di pianificare campagne multi soggetto, con limiti di frequenza appropriati supportando uno storytelling più stimolante per l’utente finale. La capacità di misurazione cross channel è sempre al centro di questo scenario in evoluzione e come MEC stiamo introducendo nuove metriche e Kpi’s per poter valutare in maniera appropriata l’evoluzione del concetto di tv spot».

 

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