Discovery lancia Dplay, il servizio OTT multipiattaforma che strizza l’occhio a nuove audience

L’offerta pubblicitaria, tra sito e app, comprenderà sia formati più tradizionali, come banner e preroll, sia contenuti brandizzati, con la realizzazione di branded channel. Cresce intanto a doppia cifra la raccolta di Discovery Media nel primo semestre

di Alessandra La Rosa
16 giugno 2015
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Ultimamente la parola d’ordine strategica degli editori è questa: Multimedialità. I publisher, cartacei ma non solo, stanno infatti sempre più modificando la propria offerta di contenuti aprendosi ad altri, differenti, canali, per rispondere a un mercato pubblicitario in difficoltà, naturalmente, ma anche a nuove modalità di fruizione dei contenuti da parte degli utenti.

In questo contesto, non fanno eccezione nemmeno i broadcaster, che cominciano ad uscire dai confini televisivi per approdare a nuovi mezzi, digital e mobile in primis, che pian piano stanno diventando i mezzi preferiti dagli utenti per visualizzare contenuti video.

E proprio con la parola “multimedialità” in testa, Discovery Italia ha lanciato Dplay, il suo nuovo servizio di video straming gratuito che offre la possibilità di vedere, attraverso vari device e in modalità on demand, tutti i principali programmi del portfolio free to air del network di canali del broadcaster. La piattaforma è stata presentata in occasione degli upfront autunnali di Discovery Italia, il 16 giugno a Milano.

La piattaforma Dplay

Così l’ha raccontata Alessandro Araimo, SVP & Chief Operating Officer, Discovery Networks Southern Europe: «La tecnologia sta cambiando le abitudini di consumo delle persone che comunque ricercano l’affidabilità e la qualità a cui sono abituati. Con Dplay, importante progetto internazionale del gruppo, offriamo un’immersione totale senza limiti di spazio e tempo nel mondo dei contenuti Discovery, con accesso gratuito e un’esperienza di visione davvero coinvolgente. Dplay è la conferma del nostro approccio multipiattaforma e della volontà di raggiungere un pubblico sempre più ampio, con un palinsesto personalizzabile, fruibile ovunque da differenti device: pc, smartphone e tablet».

Alessandro Araimo

Dplay, comunque, non sarà solo un servizio OOT, ma più ampiamente una piattaforma di intrattenimento targata Discovery, che verrà nel tempo popolata non solo dai contenuti andati in onda sulla tv lineare, ma anche da contenuti realizzati ad hoc. «L’obiettivo – ha precisato Araimo – è far leva sul consumo on demand dei nostri programmi flagship, ma anche sviluppare un contenitore che viva di vita propria andando a colpire target differenti rispetto a quelli dei nostri canali. L’Italia è tra uno dei primi Paesi, insieme a Svezia, Norvegia e Danimarca, a sviluppare questo progetto, che è di matrice internazionale».

La piattaforma (sito e app), è attualmente live in fase beta, e nei prossimi giorni andrà online nella versione definitiva, già con alcuni sponsor. «L’offerta pubblicitaria – ha aggiunto il SVP & Chief Operating Officer – comprenderà sia formati più tradizionali, come banner e preroll, sia attività di branded content. Per quanto riguarda i primi, stiamo lavorando per renderli quanto più conformi possibile all’usabilità del sito: ci saranno preroll più lunghi di quelli di Youtube (nei video già caricati si supera il minuto di spot pubblicitario), ma naturalmente rapportati a contenuti video molto lunghi, anche di mezz’ora. Sul fronte branded content, invece, su cui punteremo in maniera particolare, l’obiettivo è di produrre dei veri e propri branded channel, in cui saranno presenti contenuti brandizzati costruiti a quattro mani con gli sponsor. Uno partirà a strettissimo giro, ma non possiamo ancora dire qual è l’azienda coinvolta».

L’iniziativa verrà comunicata con una campagna video sul network Discovery, sviluppata dall’agenzia in-house D-Agency.

La nuova Deejay Tv

Ma Dplay non è stata l’unica star degli upfront Discovery. Durante l’incontro si è parlato molto anche di Deejay Tv, il canale che consente a Discovery di entrare nel segmento della tv generalista.

«Con Deejay Tv diventiamo generalisti e parliamo a tutti. Daremo grande rilevanza alla prima serata con nuove produzioni originali e nessun genere sarà escluso: dal quiz al game show, dal reportage alle grandi serie tv, senza escludere eventi live e film passando per il dating show, il makeover e lo sport. Tutto questo con un’ambizione: non perdere la carica innovativa e di sperimentazione propria di Discovery e regalare al grande pubblico emozioni sempre diverse», ha spiegato Laura Carafoli, svp Programming & Content Discovery Italia.

Deejay Tv godrà a partire da settembre di un ricco palinsesto (nella foto la programmazione serale), che unirà le star più amate a nuovi contenuti e nuovi linguaggi. Rimarranno alcuni dei celebri programmi del canale, ma il palinsesto sarà arricchito anche con show inediti e nuove prime. Per la prima volta, inoltre, il canale televisivo lancerà un suo premio, annunciato in occasione degli upfront da Linus, direttore artistico di Deejay Tv: si tratta dei Deejay Awards, «una sorta di Oscar della musica, ovviamente in stile Deejay, che organizzeremo nella prima settimana di febbraio».

E si annunciano novità in cantiere anche sul fronte Eurosport, dalla metà dell’anno scorso integrato nell’offerta Discovery: «Stiamo lavorando a una localizzazione dei canali, sul modello di quello che avviene in Francia, dove uno dei due canali Eurosport è stato “nazionalizzato” con contenuti ad hoc per il Paese», ha spiegato Araimo.

Bene la raccolta adv nel semestre

Giuliano Cipriani

Gli Upfront sono stati anche l’occasione per fare il punto con Giuliano Cipriani, direttore generale di Discovery Media, sull’andamento della raccolta adv: «Nei primi tre mesi dell’anno abbiamo visto la raccolta crescere a doppia cifra, e tale è l’andamento anche per il semestre, seppur a ritmi più contenuti complice una contrazione generale del mercato tra aprile e maggio a cui è seguita una buona ripresa a giugno».

Strategico, all’interno dell’offerta pubblicitaria del network, rimangono branded content ed iniziative speciali, che attualmente pesano il 20% del fatturato adv.

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