Gioco d’azzardo, il divieto della pubblicità finanziato da una tassa sulle slot machine

Il Decreto Dignità giunge alla versione finale prima dell’approdo in Gazzetta ufficiale. Il divieto dell’adv per gli operatori del gaming si applicherà a un ampio spettro di forme di comunicazione, incluse le sponsorizzazioni

di Rosa Guerrieri
11 luglio 2018
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Novità sul divieto della pubblicità per gli operatori del gioco d’azzardo, una delle norme contenute nel Decreto Dignità che porta la firma del vice premier Luigi Di Maio.

Saranno gli apparecchi da intrattenimento – slot machine e Videolotteries – a fornire le risorse necessarie per il taglio della pubblicità di giochi e scommesse, previsto dal decreto, giunto alla versione finale prima dell’approdo in Gazzetta ufficiale. Il Governo ha deciso di aumentare il prelievo erariale unico (Preu) dello 0,5 su slot machine e Vlt, portando le rispettive aliquote al 19,5% e al 6,5% della raccolta. “Gli oneri derivanti dall’articolo sono stimati in 150 milioni per il 2019 e 200 milioni dal 2020”, recita la relazione tecnica che accompagna il testo.

Stando all’ultima bozza del Decreto, sono intanto tutte confermate le misure già previste. Sarà vietata, si legge nel decreto, “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet“. L’esecuzione dei contratti pubblicitari alla data di entrata in vigore del decreto sarà consentita “fino alla loro scadenza” e comunque per “non oltre un anno” dalla pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.

Divieto anche per le sponsorizzazioni

Il divieto, dunque, non sarà solo per le campagne pubblicitarie, ma anche per diverse altre forme promozionali, come le sponsorizzazioni. A partire dal 1° gennaio 2019, infatti, “il divieto si applicherà anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale, comprese le citazioni visive ed acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti la cui pubblicità, ai sensi del presente articolo, è vietata”.

Restano escluse dal divieto “le lotterie nazionali a estrazione differita” come la Lotteria Italia e “i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli”. Inoltre, “Ai contratti di pubblicità in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore del presente decreto resta applicabile fino al 30 giugno 2019 la normativa vigente anteriormente alla medesima data di entrata in vigore del presente decreto”.

Le sanzioni

Quantificate anche le sanzioni previste per chi non ottempera alla norma, che non saranno solo a carico dell’inserzionisti ma anche del proprietario del mezzo pubblicitario. La violazione del divieto di pubblicità comporterà “a carico del committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione e dell’organizzatore della manifestazione, evento o attività, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria commisurata nella misura del 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e in ogni caso non inferiore, per ogni violazione, ad un importo minimo di 50mila euro“. Delle contestazioni e della gestione delle sanzioni si occuperà l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, e i proventi raccolti saranno devoluti “ad un apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero della Salute per essere destinati al fondo per il contrasto al gioco d’azzardo patologico”.

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