Copyright, l’UE ci riprova: c’è l’accordo per la riforma

Bruxelles, intesa in extremis per tutelare il diritto d’autore in Rete. Cambiano gli articoli 11 e 13

di Andrea Di Domenico
14 febbraio 2019
copyright-ue

Trovato l’accordo UE sulla riforma del copyright.

Dopo una lunga maratona negoziale, i rappresentanti di Consiglio e Commissione e Parlamento europeo hanno raggiunto un compromesso su un nuovo quadro regolatorio della tutela del diritto d’autore nell’era digitale.

L’obiettivo dichiarato è quello di garantire maggiori diritti e una remunerazione più equa a editori, artisti, autori e giornalisti nei confronti delle grandi piattaforme online come Google, Facebook o Youtube.

Il nuovo testo della riforma “ammorbidisce” alcuni dei passaggi più rigidi della precedente versione del provvedimento, affossata a gennaio, in particolare sui lungamente dibattuti articoli 11 e 13.

Copyright: il nuovo testo europeo

Le nuove regole danno infatti maggiori diritti agli editori di stampa (art. 11) in merito al riutilizzo dei loro materiali da parte delle piattaforme online, ma viene indebolita la protezione degli ‘snippet’ rispetto alla posizione originaria degli eurodeputati di settembre: “parole individuali” o “estratti molto corti di articoli di stampa” sono infatti esentati dal copyright. Non c’è quindi nessuna ‘tassa sui link‘ paventata dai critici della riforma.

I giornalisti dovranno inoltre beneficiare dei maggiori introiti che gli editori avranno grazie agli accordi con le piattaforme.

E’ passato poi il compromesso franco-tedesco sul nodo delle pmi per l’art. 13: non dovranno sottostare agli obblighi sui materiali protetti da copyright ma non autorizzati le piattaforme più piccole, che esistono da meno di tre anni, con un giro d’affari annuo inferiore a 10 milioni di euro e con meno di 5 milioni di visitatori unici.

Scompare, poi, l’obbligo di meccanismi o filtri ex-ante dei contenuti a carico delle piattaforme di condivisione: Youtube e le altre ‘grandi’ saranno sì, d’ora in poi, responsabili al posto degli utenti per i materiali caricati online senza autorizzazione, ma semplicemente dovranno provvedere “speditamente” alla loro rimozione su segnalazione e compiere “il massimo sforzo” per assicurare l’indisponibilità di quei contenuti privi dell’ok dei detentori dei diritti.

Inoltre, ad artisti, musicisti e creatori viene riconosciuto il diritto all’equo compenso, alla sua revisione e alla revoca della licenza se le opere non vengono sfruttate commercialmente da chi la detiene, trasparenza sui ricavi di chi gestisce i diritti e un meccanismo di risoluzione delle dispute. Vengono inoltre tutelati esplicitamente i meme, i gif, il diritto di satira, di parodia e di citazione, le enciclopedie online, i materiali didattici, data mining, il patrimonio culturale e le opere i cui diritti sono scaduti: a questi non si applicherà il copyright.

Diritto d’autore, Tajani: «proteggiamo la creatività europea»

Tra i primi a esultare Antonio Tajani, presidente del Parlamento Ue, che più si era speso per un risultato positivo. «Con l’accordo appena raggiunto proteggiamo la creatività europea. Musicisti, attori, scrittori, giornalisti, audiovisivi, avranno diritto a una giusta remunerazione anche dai giganti del web».

La strada per l’ok definitivo all’accordo sulla riforma non è però ancora del tutto assicurata: questa dovrà infatti ricevere il via libera dagli stati membri (diversi paesi tra cui l’Italia hanno votato contro il mandato negoziale lo scorso venerdì) e dalla plenaria dell’Europarlamento, al più tardi entro l’ultima sessione di questa legislatura a inizio aprile.

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