Copyright, l’Antitrust francese obbliga Google a pagare gli editori per i loro contenuti

Importante svolta nella battaglia per il diritto d’autore: Big G dovrà remunerare editori e agenzie di stampa per il riutilizzo dei loro contenuti. Mountain View: “Rispetteremo la decisione”

di Alessandra La Rosa
10 aprile 2020
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Da mesi Google e gli editori stavano conducendo un’aspra battaglia sul fronte del copyright, in particolare sulla richiesta, da parte di questi ultimi, di recepire un compenso da Big G per la pubblicazione sul motore di ricerca delle descrizioni (gli “snippet”) delle loro news.

Oggi quella battaglia giunge a un punto di svolta. In Francia, infatti, l’​A​utorit​à Garante della​ ​Concorrenza ha stabilito che Google dovrà negoziare il pagamento di un compenso agli editori per poter condividere i loro contenuti online. Finora il colosso di Mountain View si era rifiutato di applicare la normativa europea sul diritto d’autore nonostante sia già in vigore in Francia, primo Paese a recepirla, dallo scorso ottobre.

Dopo l’entrata in vigore della norma Ue in Francia, Google aveva avvertito che avrebbe continuato a pubblicare sul proprio motore di ricerca gli articoli solo nel caso in cui gli editori avessero acconsentito l’utilizzo gratuito. Il che significava, per gli editori contrari, una importante diminuzione della visibilità, considerato quanto le piattaforme di Google vengono utilizzate dal pubblico anche per la ricerca di news. A novembre, i principali gruppi editoriali francesi e l’agenzia di stampa AFP avevano dunque presentato un reclamo all’autorità per la concorrenza per “abuso di posizione dominante”. Reclamo accettato dall’autorità, che ha ora dichiarato che “le pratiche di Google potrebbero costituire un abuso di posizione dominante e hanno causato un danno grave e immediato al settore della stampa”.

Da qui la decisione: Google dovrà “intraprendere, entro tre mesi, i negoziati con gli editori e le agenzie di stampa sulla remunerazione da riconoscere per il riutilizzo dei loro contenuti protetti”.

“Questa ingiunzione richiede che i negoziati si traducano effettivamente in una proposta di remunerazione da parte di Google – ha dichiarato l’autorità francese – che deve essere applicata retroattivamente dall’ottobre 2019”, cioè da quando la direttiva è entrata in vigore in Francia.

A Google non è rimasto che prenderne atto: “Rispetteremo la decisione portando avanti le trattative” con gli editori, ha dichiarato Richard Gingras, vicepresidente di Google News. “Fin da quando la legge europea sul copyright è entrata in vigore abbiamo avviato dialoghi con gli editori per incrementare il nostro supporto e gli investimenti verso l’industria dell’informazione. Rispetteremo la decisione dell’​A​utorit​à Garante della​ ​Concorrenza, che stiamo analizzando, portando avanti queste​ ​trattative​”.

Una decisione, quella dell’autorità francese, che “segna un primo passo storico, in cui la Francia comprende la necessità di proteggere la stampa di fronte al comportamento di Google che chiaramente deriva da un abuso di posizione dominante”, ha commentato Carlo Perrone presidente dell’Enpa, l’associazione europea degli editori.

Adesso, aggiunge Perrone, è necessario “procedere con urgenza e con ogni modalità utile all’attuazione di una normativa che può contribuire a riequilibrare la differenza di valore tra stampa e piattaforme digitali, specie oggi che stiamo sperimentando quanto sia importante la differenza fra notizie false e giornalismo professionale”.

Esprime soddisfazione anche il Presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti: “Una vittoria per gli editori di giornali di tutta Europa che vedono rafforzata la loro posizione negoziale nei confronti degli Over The Top”. “Una decisione storica che conferma come le nostre richieste e le nostre battaglie siano non solo fondate ma anche giuste. Gli editori nel confronto con gli OTT devono poter contare, come accaduto in Francia, sul sostegno delle istituzioni, con l’obiettivo di difendere l’informazione, le aziende editoriali, i giornalisti e il loro lavoro”.

“Auspichiamo – aggiunge Riffeser Monti – che anche il Governo e il Parlamento italiano vogliano recepire al più presto l’articolo 15 della direttiva Copyright, una misura che, senza alcun costo per lo Stato, potrebbe contribuire ad alleviare la crisi del settore, prevedendo espressamente che, in caso di mancato accordo in un termine prestabilito, intervenga l’Autorità di settore a definire le condizioni, anche economiche, della utilizzazione dei contenuti da parte delle piattaforme digitali”.

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