Condé Nast estende il paywall a tutti i suoi brand negli Stati Uniti

Il Gruppo ha già siti a cui si accede tramite abbonamento, che includono quelli di The New Yorker, Wired e Vanity Fair

di Caterina Varpi
24 gennaio 2019
Bob-Sauerberg-condé-nast
Bob Sauerberg

Condé Nast prevede di inserire il paywall sulle sue testate online negli Stati Uniti entro la fine del 2019.

Pamela Drucker Mann, Chief Marketing Officer di Condé Nast, ha dichiarato al Wall Street Journal che non si aspetta un calo degli utenti a seguito dell’introduzione dell’accesso a pagamento ai contenuti sulle piattaforme digitali dell’editore.

Il Gruppo negli Usa ha già testate su cui è attivo il paywall, che includono The New Yorker, Wired e Vanity Fair, per cui i lettori non possono accedere gratuitamente a più di quattro articoli al mese. A seguito ai buoni risultati di questi siti, Bob Sauerberg, Ceo e presidente di Condé Nast, in una mail interna citata da The Drum, si è detto convinto che i lettori siano “disposti a pagare per i contenuti di qualità che creiamo, e le prestazioni di quei paywall hanno superato le nostre aspettative”.

Ciascuna property dell’editore avrà un buon grado di autonomia nell’impostazione dei paywall e dei prezzi degli abbonamenti. Alcuni brand avranno un paywall completo, mentre altri lasceranno a disposizione degli utenti un numero di articoli gratuiti.

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