Condé Nast e Condé Nast International si fondono. Ora si cerca un nuovo Ceo globale

A guidare la nuova struttura editoriale internazionale non sarà l’attuale Ceo Usa, Bob Sauerberg, che lascerà l’incarico appena verrà trovato il nuovo Chief executive officer globale. Gli staff dei magazine non si fonderanno

di Teresa Nappi
28 novembre 2018
Bob-Sauerberg-condé-nast
Bob Sauerberg

Dopo aver dato il via al piano di sviluppo annunciato dal Ceo Bob Sauerberd, oggi è stata annunciata la fusione di Condé Nast e Condé Nast International, la società a cui fanno capo tutte le edizioni al di fuori degli Usa.

Durante l’anno, il gruppo ha affrontato un processo di ottimizzazione delle strategie di crescita, accelerazione dell’innovazione e sviluppo delle strutture organizzative necessarie per muoversi in un panorama dei media in rapida evoluzione.

A guidare la nuova Condé Nast non sarà l’attuale Ceo per gli Usa, Bob Sauerberg, che lascerà l’incarico appena verrà trovato un nuovo Ceo globale.

Contemporaneamente Jonathan Newhouse, l’attuale chairman e ceo di Condé Nast International, è stato nominato chairman del board of directors, ruolo ricoperto a lungo da Si Newhouse, e continuerà ad avere base a Londra.

L’operazione è frutto di un diverso andamento delle due società: quella americana in perdita (lo scorso anno ha perso più di 120 milioni di dollari) e quella internazionale profittevole. In Condé Nast dal 2005 e Ceo dal 2016, Sauerberg aveva recentemente presentato un piano che, tra tagli e diversificazioni, mirava al ritorno agli utili nel 2020 (leggi qui l’articolo dedicato).

Il progetto non è comunque di fondere gli staff dei magazine – a eccezione di quelli di Condé Nast Traveler Us e Uk come già annunciato in agosto – ma di rendere più globali i brand sia sul fronte della raccolta pubblicitaria sia nel digitale con la creazione di un’unica piattaforma per tutti i siti web di Condé Nast.

“Quello che risulta evidente è che due strutture separate non rispondono al meglio alle nostre aspirazioni”, hanno affermato in una nota congiunta Jonathan e Steve Newhouse. “Operare come una società globale ci aiuterà a realizzare la nostra ambizione di offrire il più alto livello di giornalismo, esperienze e valore per il nostro pubblico, gli inserzionisti e i partner e creerà anche nuove opportunità per migliorare la collaborazione tra colleghi di tutto il mondo”.

La nota esclude anche che Condé Nast sia in vendita, confutando le voci che ipotizzavano tale eventualità.

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