Class Editori: ricavi in calo nei 9 mesi; il focus ora è il digital advertising

Il gruppo editoriale economico-finanziario lascia sul campo il 5,4% del fatturato pubblicario. Bene i canali tv

di Lorenzo Mosciatti
15 novembre 2016
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Paolo Panerai

Class Editori chiede i primi nove mesi dell’anno con un fatturato di 48,89 milioni di euro, in calo rispetto ai 54,23 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente, e una perdita in lieve miglioramentoLa raccolta pubblicitaria ha segnato una riduzione del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2015, ma, a parità di media e di numero uscite dei periodici, ha evidenziato un incremento del 3%.

I canali televisivi hanno ottenuto una crescita pubblicitaria dell’8,8%, trainata dal +19,4% di Class Cnbc. Il comparto dei periodici ha segnato un -1% (a parità di numero di uscite +12,9%) ottenuto con nuovi format speciali come Capital #1, Class Digital Experience Week e Gentleman Le Icone del XXI Secolo.

In controtendenza la raccolta pubblicitaria sui siti web, dove la casa editrice ha registrato un +3,3% nei primi nove mesi contro il -2,2% del mercato, grazie a un +20% della raccolta in settembre, primo segnale della riorganizzazione della struttura di vendita della pubblicità digitale.

Al fine di incrementare la propria quota di mercato della pubblicità digitale, l’editrice sta infatti proseguendo il piano di riorganizzazione interna che verte sulla definizione di un’organizzazione dedicata all’integrazione della rete vendita per il potenziamento delle componenti del digital advertising e dei ricavi da edicola digitale attraverso il programmatic advertising.

Il programma, già annunciato in occasione della pubblicazione della semestrale, prevede lo sviluppo di partnership strategiche con operatori del mercato, l’incremento dell’investimento in advertising online da parte dei propri clienti inserzionisti e lo sviluppo dell’offerta editoriale digitale e della vendita dei contenuti online. Tutto ciò, secondo le aspettative di Class Editori, assieme ai nuovi investimenti effettuati nel corso dei primi nove mesi, dovrà controbilanciare la stasi del mercato pubblicitario tradizionale.

Nei nove mesi, in effetti, la raccolta sui quotidiani è ancora in difficoltà, sia a causa della contrazione della pubblicità commerciale nazionale sia della scarsa attività dei mercati finanziari sul fronte delle nuove quotazioni e privatizzazioni (che si è tradotta in minore raccolta di pubblicità finanziaria di legge). Si è inoltre aggiunta la diminuzione dei ricavi di pubblicità legale, quest’ultima influenzata anche dal non immediato recepimento da parte degli enti appaltanti del ripristino dell’obbligatorietà della pubblicità riguardante aste e appalti pubblici.

Tornando all’area digital, nei primi nove mesi dell’esercizio, il sito web di Milano Finanza ha registrato, secondo quanto certificato dai dati reali di traffico dei sistemi digitali di Analytics, una crescita su base annua del 29,5%, con una media giornaliera di 117.361 utenti unici (90.630 nei primi nove mesi del 2015). Il numero di lettori che seguono in tempo reale le notizie del sito attraverso Twitter ha superato le 93 mila unità per MF/Milano Finanza e le 33 mila unità per la collegata Italia Oggi.

Le azioni di contenimento dei costi del personale e dei costi per servizi avviate nel 2015 e proseguite nel corso dei primi nove mesi del 2016 si sono tradotti in 4,4 milioni di risparmi, mentre gli investimenti nelle iniziative speciali richiamate in precedenza hanno comportato nuovi oneri per 1,5 milioni. I costi operativi dei primi nove mesi del 2016 sono stati quindi pari a 56,7 milioni (59,62 milioni nello stesso periodo del precedente esercizio, -4,9%).

Il margine operativo lordo (Ebitda), a causa della riduzione dei ricavi derivante dalle condizioni di mercato su esposte, è pari a -7,81 milioni (-5,38 milioni nei primi nove mesi del 2015).

Il risultato netto dei nove mesi 2016 è pari a -12,76 milioni di euro, rispetto ai -14,57 milioni di euro dello stesso periodo del precedente esercizio; al netto degli interessi di minoranza, il risultato di gruppo dei nove mesi è pari a -13,8 milioni di euro (-14,71 milioni di euro dello stesso periodo del 2015).

La posizione finanziaria netta della casa editrice presenta alla data del 30 settembre 2016 un saldo pari a 64,1 milioni di euro, rispetto ai 65,5 milioni dei primi sei mesi 2016 e ai 60,9 milioni al 31 dicembre 2015.

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