Cairo: «L’Opas su Rcs? Andrà a buon fine»; nel 1° semestre raccolta ad oltre il +3%

L’editore: «La mia è l’offerta migliore. I siti di Corriere della Sera e Gazzetta possono crescere molto». Cairo Communication, nuovi canali al via nel 2017

di Andrea Salvadori
12 luglio 2016
urbano-cairo
Urbano Cairo

Non poteva che essere Rcs a tenere banco alla conferenza stampa di presentazione dei palinsesti di La7. Protagonista un Urbano Cairo «molto convinto di vincere la partita», ha spiegato riferendosi al rush finale della battaglia per il controllo del gruppo che edita il Corriere della Sera che lo vede contrapposto alla cordata International Media Holding di Andrea Bonomi, partecipata da Unipol, Diego Della Valle, Mediobanca e Pirelli. «Confido molto nel mercato, ho incontrato nelle ultime settimane un centinaio di investitori tra Milano, Ginevra e Londra, tutti hanno apprezzato il progetto industriale e in molti mi hanno consigliato di mettere sul piatto anche un’offerta cash di almeno 10 centesimi per azione. E io che ho fatto? Ne ho messi 25».

Nel caso l’Opas lanciata da Cairo andasse a buon fine, «nominerò il prima possibile un nuovo consiglio di amministrazione», ha assicurato l’editore. «Mi pare evidente che il cuore dell’attuale consiglio batta infatti per l’Opa Bonomi. Non vi sfuggirà che chi lo ha nominato sono i quattro della cordata dell’Opa più Fiat, meno Bonomi».

E poi? «Rcs ha grandi potenzialità inespresse. Il Corriere della Sera potrebbe sfruttare le sinergie di target con La7, essere al centro di una importante campagna pubblicitaria sui nostri canali ed essere promosso con un cut price per un periodo di uno-due mesi. La stampa continua infatti a perdere lettori ma non abbassa i prezzi di copertina. E i risultati si vedono. Testate come Oggi, Sette e Io Donna ne hanno risentito molto anche in termini di raccolta pubblicitaria. In questi anni io ho fatto il contrario e ho così continuano a guadagnare quote di mercato. Si può fare lo stesso stesso con i periodici di Rcs, in Italia ma anche in Spagna, dove non manca oltretutto lo spazio per nuovi lanci».

E il digitale? «In questi anni, come editore di carta stampata, ho deciso di non puntare sullo sviluppo dei siti web per non cannibalizzare le nostre testate periodiche. E mi pare che i risultati raggiunti mi abbiamo dato ragione. Il discorso è invece diverso per Corriere della Sera e Gazzetta, due tra le testate di news più importanti su internet. A mio giudizio sarebbe importante aumentare la permanenza media degli utenti, che mi risulta minore rispetto alla concorrenza, profilare meglio i lettori e incrementare così la raccolta pubblicitaria», ha detto Cairo, precisando poi di non avere già deciso una posizione da adottare in merito al paywall, introdotto da inizio anno dal Corriere della Sera. «Non conosco i risultati dell’operazione. Dunque, nel caso ne avessimo la possibilità, valuteremo e decideremo».

Nel piano legato all’acquisizione di Rcs, Cairo Communication ha previsto investimenti complessivi per 94-104 milioni negli anni 2017-2018, dei quali 50-60 milioni per il gruppo dia Rizzoli e i restanti 44 milioni per Cairo Communication. Di questi ultimi la metà sarà utilizzata per lo sviluppo delle attività televisive, 15 milioni per l’acquisto di diritti tv, 7 milioni per l’acquisto di un “primario canale Lcn”. «No, non sarà ReteCapri», ha risposto Cairo a chi gli chiedeva se l’interesse fosse rivolto all’emittente del gruppo di Costantino Federico finito in liquidazione che occupa oggi il canale 20.

Importanti risparmi economici saranno garantiti a Cairo Communication dal passaggio di La7 e La7D, a partire dal 2017, sul multiplex da 22,4 Mbit/s di proprietà del gruppo. «Innanzitutto non spenderemo i 6 milioni oggi utilizzati per affittare la banda a prezzi che sono il doppio di quelli di mercato. Inoltre il multiplex ospiterà i nostri nuovi canali a cui il direttore di La7, Fabrizio Salini, sta lavorando. Partiremo con un primo progetto nel 2017 e, solo dopo averlo consolidato, ne lanceremo un altro», probabilmente dunque non prima del 2018. «I Mbit/s che avanzeranno saranno invece messi a disposizione del mercato».

Anche la fine della collaborazione con Maurizio Crozza, che dal gennaio del prossimo anno passerà al Canale Nove di Discovery, permetterà al gruppo di risparmiare. «Per il suo show spendiamo circa 10 milioni di euro all’anno, ma la pubblicità ne garantisce solo 6 lordi, repliche escluse. Quando nel 2013 ho comprato La7, d’altronde, il suo show faceva più dell’11% di share, oggi invece non supera il 7%». Crozza tra l’altro, che tornerà in autunno con il suo show per 11 puntate, potrebbe anche continuare a proporre i suoi monologhi satirici nel prime time di DiMartedì nel 2017. «Ne stiamo parlando», ha confermato Cairo.

Ultimo capitolo, la raccolta pubblicitaria che nel 2015 aveva garantito al gruppo un fatturato di 170 milioni di euro. «Nel primo semestre del 2016 è cresciuta di oltre il 3%», ha spiegato Uberto Fornara, amministratore delegato di Cairo Pubblicità. «La7 ha chiuso in aumento del 2% a quota 78 milioni e a luglio sta mettendo a segno incrementi nell’ordine del 6-7%. Nei sei mesi la stampa registra quindi un aumento del 5% a circa 15 milioni e si confronta con un mercato ancora in calo di alcuni punti percentuali».

Le properties digitali di La7, affidate lo scorso novembre a WebSystem 24, la divisione digital di System 24, la concessionaria di pubblicità del Gruppo 24 Ore, «crescono a doppia cifra ma rappresentano ad oggi solo l’1,5% del fatturato pubblicitario del gruppo», ha precisato Fornara.

Non è infine esclusa la possibilità per Cairo Pubblicità di acquisire mezzi di altri editori, anche nel settore della radio (dove è attesa in queste settimane la scelta della nuova concessionaria da parte di Radio Italia). «Ma solo se si tratta di vere opportunità di sviluppo per il gruppo».

La7, ecco i nuovi palinsesti

Intanto, La7 ha annunciato le novità della prossima stagione tv, a partire da Giovanni MinoliIl giornalista condurrà da metà settembre a fine giugno, nell’access prime time della domenica, dalle 20-30 alle 21-15, un programma di interviste faccia a faccia. «Lo stile sarà quello di Mixer», ha detto Cairo riferendosi alla trasmissione che ha decretato il successo sulla Rai di Minoli.

Sul canale torna Luca Telese, reduce dalla conduzione di Matrix per tre stagioni su Canale 5: un nuovo programma di approfondimento sulla cronaca in prima sereta lo aspetta nel 2017. Così come si riaffaccia sul canale 7 anche Sabina Guzzanti, che avrà un suo spazio all’interno di Piazzapulita.

La7 continua a puntare sempre sull’informazione e riconferma tutta la sua attuale squadra, da Enrico Mentana a Lilli Gruber, da Giovanni Floris (che trasformerà in un programma ad hoc di seconda serata il finale di diMartedì dedicato ad arte e cultura) a Corrado Formigli. Così come Gianluigi Paragone, Myrta Merlino, Tiziana Panella, David Parenzo e Tommaso Labate.

Francesco Facchinetti prenderà quindi il posto di Simona Ventura alla conduzione di Miss Italia, evento per il quarto anno trasmesso su La7. Dopo la prima stagione, il talent comico Eccezionale veramente tornerà in primavere, sempre con Diego Abatantuono, con qualche novità per quanto riguarda la conduzione e la giuria. Stasera parte sul canale, in seconda serata, Futbol, un nuovo format sullo sport condotto da Andrea Scanzi. Se il test andrà bene, sarà confermato per la stagione autunnale. 

«L’80% dei palinsesti è stato messo a punto», ha detto Cairo. Il resto, soprattutto la pedina da piazzare al posto di Maurizio Crozza, lo scopriremo dunque da qui alla fine dell’anno.

 

 

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