Bonus pubblicità anche per gli spot su emittenti tv e radio nazionali

Il credito d’imposta è stato esteso alle tv e radio nazionali non partecipate dallo Stato

di Andrea Salvadori
19 maggio 2020
Bonus-Pubblicita

Le aziende che intendono usufruire del Bonus Pubblicità potranno utilizzarlo anche per le campagne pianificate sulle emittenti televisive e radiofoniche nazionali non partecipate dallo Stato .

E’ quanto prevede l’articolo 186 della versione definitiva del Decreto Rilancio, firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il Governo ha deciso dunque all’ultimo momento di ripristinare il credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari anche per le tv e le radio nazionali e non solo per le emittenti locali, così come per la stampa, testate digitali comprese (leggi qui l’articolo su come funziona il Bonus).

Per la versione 2020 del Bonus Pubblicità, il Governo conferma un tetto di spesa di 60 milioni di euro, di cui 40 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, e 20 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali.

Nasce il “Fondo emergenze emittenti locali”

Viene poi istituito un “Fondo emergenze emittenti locali”, al fine di consentire alle emittenti radiotelevisive locali di “continuare a svolgere il servizio di interesse generale informativo sui territori attraverso la quotidiana produzione e trasmissione di approfondita informazione locale a beneficio dei cittadini”. A fronte di uno stanziamento di 50 milioni, “le emittenti radiotelevisive locali beneficiarie si impegnano a trasmettere i messaggi di comunicazione istituzionale relativi all’emergenza sanitaria all’interno dei propri spazi informativi”.

Le altre misure per l’editoria

Come già anticipato, il Decreto Rilancio introduce poi, sempre in via straordinaria per il 2020, un credito di imposta al 30% per le spese digitali sostenute dagli editori, ovvero per servizi di server, hosting, manutenzione evolutiva delle testate digitali e di gestione della connettività (l limite di spesa previsto è di 8 milioni di euro) e un credito d’imposta dell’8% della spesa sostenuta nell’anno 2019 per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa di libri e giornali, con un tetto di 24 milioni di euro.

Nasce il Bonus edicolanti, categoria a cui viene “riconosciuto un contributo una tantum fino a 500 euro, entro il limite di 7 milioni di euro per l’anno 2020”. Sempre solo per il 2020, l’applicazione dell’Iva per il commercio di quotidiani e di periodici avverrà “con una forfetizzazione del reso al 95%, in luogo dell’80% per cento previsto in via ordinaria”.

Per quanto riguarda le agenzie di stampa e tv nazionali, la durata dei contratti per la fornitura al Governo di servizi giornalistici viene estesa infine fino al 30 giugno del 2021, mentre i termini per le procedure di riequilibrio finanziario dell’Inpgi, la cassa previdenziale dei giornalisti, saranno state differite di 6 mesi, dal 30 giugno al 31 dicembre 2020.

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