Il Bonus pubblicità è stato esteso anche alle testate online

Il provvedimento riconosce un credito d’imposta al 75% per le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie non solo a quotidiani, periodici, emittenti tv e radio locali, come previsto inizialmente, ma anche ai giornali della rete

di Andrea Salvadori
14 ottobre 2017
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Il Bonus pubblicità è stato esteso anche alle testate online.

Il decreto legge approvato venerdì 13 ottobre dal Consiglio dei ministri inserisce dunque a pieno titolo le testate online nel provvedimento a sostegno dell’editoria che riconosce un credito d’imposta al 75% per le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici, emittenti tv e radio locali. Agevolazione che arriva al 90% se a investire sono piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.

E’ stata dunque accolta la richiesta avanzata da diverse associazioni del settore, tra cui l’Anso (Associazione stampa nazionale online) e l’Uisp (Associazione italiana stampa periodica), al Governo, nella persona di Luca Lotti, Ministro per lo Sport e delega in materia informazione e comunicazioni, editoria. «Grazie all’intervento del Ministro Lotti – dice Marco Giovannelli, presidente Anso -, si è sbloccata una situazione che di fatto avrebbe tagliato fuori i giornali digitali dal provvedimento a sostegno dell’editoria e con il decreto approvato le testate on line vengono inserite a pieno titolo nel cosiddetto “bonus pubblicità”».

Anche Engage ha più volte sollevato le perplessità dinanzi ad un provvedimento che, nella formulazione iniziale, appariva penalizzante, senza alcuna plausibile spiegazione, nei confronti delle testate online.

Il decreto legge, che inizialmente riguardava solo stampa, radio e televisione locale, andrà in aula settimana prossima per la conversione in legge. Stando ad alcune anticipazioni, le coperture per gli sgravi fiscali sono già state individuate e fissate in 20 milioni di euro per il 2017 e di 62,5 milioni per il 2018 (qui l’articolo dedicato).

«È un grande successo per i nostri giornali – commenta Marco Giovannelli, presidente di Anso -. Un successo doppio, perché ribadisce ancora una volta che il mondo dell’editoria sta cambiando e perché, finalmente, si riconosce che i giornali digitali hanno pari dignità con gli altri media. In questi vent’anni sono nate centinaia di esperienze che con fatica e tenacia lavorano per un’informazione per lo più locale. La qualità e la professionalità sono un elemento fondante della gran parte delle nostre esperienze. Ringraziamo il ministro Lotti per aver ascoltato le nostre voci ed essersi impegnato in prima persona per questo risultato».

Ovviamente, le testate digitali inserite nel provvedimento dovranno essere in linea con quanto richiesto dalla nuova legge sull’editoria, che prevede una serie di adempimenti, tra cui la registrazione in Tribunale e al Roc.

Incentivi agli investimenti in pubblicità: come funzionano

Gli incentivi agli investimenti pubblicitari introdotti nella manovra correttiva della Legge di Stabilità 2017 prendono la forma di un credito di imposta riconosciuto per i soggetti che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici (anche online, dopo l’intervento del Consiglio dei Ministri) e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

Il credito d’imposta si può applicare agli investimenti pubblicitari effettuati fin dal 24 giugno 2017, nella misura del 75% (fino al 90% nel caso di microimprese, pmi e start up innovative) del valore incrementale degli investimenti effettuati rispetto a quelli di analoga natura effettuati nell’anno precedente.

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