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12/04/2019
di Alessandra La Rosa

Web marketing e trasparenza: la Digital Chart di IAP entra nel Codice di Autodisciplina

Dal 2016 erano dei suggerimenti per rendere riconoscibile la natura commerciale dei contenuti pubblicitari online. Ora diventeranno vere e proprie regole da rispettare

Dal 2016, la Digital Chart ha rappresentato lo strumento attraverso il quale l’Autodisciplina pubblicitaria ha dato una prima risposta alla richiesta dei consumatori e del mercato per rendere “trasparente” la comunicazione commerciale digitale, ovvero renderla riconoscibile come tale. Oltre a individuare le più diffuse forme di comunicazione commerciale in rete, questo strumento ha fornito i suggerimenti operativi specifici per consentire, da un lato, agli utenti di riconoscere sempre i contenuti promozionali rispetto a quelli di altro tipo e, dall’altro, agli operatori di realizzare contenuti trasparenti e corretti per non incorrere in sanzioni. Queste linee guida col tempo sono diventate un punto di riferimento per gli operatori del digitale, in primis nell’ambito dell’influencer marketing, ma finora erano solo delle semplici raccomandazioni. Dal 29 aprile, invece, diventeranno delle vere e proprie regole da rispettare, inserite in un apposito Regolamento parte integrante del Codice IAP, e al cui rispetto saranno tenuti tutti coloro che direttamente o indirettamente aderiscono al sistema autodisciplinare. Sul piano dell’inquadramento nel Codice IAP di questa novità, il rinvio al Regolamento si troverà nell’art. 7, da sempre dedicato al tema della riconoscibilità del messaggio pubblicitario, per l’occasione opportunamente modificato. Tradizionalmente, infatti, l'articolo prescrive che la comunicazione commerciale debba essere sempre nettamente distinta da altri contenuti, mentre ora un’integrazione espliciterà che: "Per quanto riguarda talune forme di comunicazione commerciale diffuse attraverso internet, i principali idonei accorgimenti sono indicati nel Regolamento Digital Chart". Il "Regolamento Digital Chart sulla riconoscibilità della comunicazione commerciale diffusa attraverso internet", in forma breve "Regolamento Digital Chart", indica dunque per ognuna delle più diffuse forme di comunicazione commerciale digitale, quali l’endorsement da parte di influencer e celebrity, la pubblicità native, i social network, i siti di content sharing, l’in-app advertising e l’advergame, gli accorgimenti attraverso i quali il requisito della riconoscibilità richiesto dall’art. 7 del Codice si considererà soddisfatto. Per ciascuna di queste forme sono indicate le diciture e gli hashtag da adottare. Il regolamento è scaricabile a questo link. «L’inserimento della Digital Chart nel Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale rappresenta l’apice di un percorso che l’Istituto ha intrapreso alcuni anni fa - commenta il Segretario Generale IAP, Vincenzo Guggino -. Una strada all’inizio considerata di difficile percorribilità data la connaturata complessità ed eterogeneità degli operatori della Rete, da molti ritenuti peraltro “allergici” alle regole. In poco tempo l’Istituto, con il convinto supporto del mondo aziendale, ha, invece, proposto il paradigma della trasparenza al mondo degli influencer che ha in buona parte aderito visti i risultati di una recente ricerca secondo la quale da inizio 2018 a fine 2018 l’utilizzo di segni distintivi della comunicazione commerciale risulta incrementato del 235%. Nella stessa direzione, un altro significativo obiettivo è stato l’ingresso diretto nella compagine associativa dello IAP di importanti operatori dell’influencer marketing». A riconoscere il Codice sono svariate aziende, editori e associazioni di settore, quali UNA, UPA, FCP, Rai, Mediaset, Sky Italia, RTL 102,5, FIEG, FedoWEB, IAB Italia, 2manyApps, Buzzoole, Flu, Hoopygang, Open Influence, TBS Crew e Fondazione Pubblicità Progresso.

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