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di Lorenzo Mosciatti

Stretta dell'UE sugli Ott: in vista multe e cessione degli asset per violazione delle regole sulla concorrenza

La commissione ha presentato il Digital Market Act e il il Digital Service Act. I due provvedimenti dovranno affrontare l’iter di approvazione fra Parlamento e Consiglio

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Le Big Tech potrebbero incorrere in multe fino al 10% delle loro entrate annuali se non rispetteranno le nuove regole Ue sull'utilizzo dei dati, la concorrenza e la moderazione dei contenuti online. Per i recidivi, la Commissione minaccia l’obbligo di scissione, costringendo le piattaforme a cedere parte dei propri asset in Europa.

Lo ha annunciato la Commissione europea presentando il suo nuovo pacchetto per regolamentare il mercato digitale.

I due provvedimenti legislativi, il Digital Market Act e il il Digital Service Act, firmati dalla vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, e dal commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton, intendono cercare di svecchiare un quadro normativo rimasto fermo al 2000, quando venne pubblicata una direttiva sull’ecommerce oggi ormai ampiamente superata dallo sviluppo tecnologico e dalla crescita vertiginosa dei cosiddetti Over The Top, ovvero Alphabet, Amazon, Apple e Facebook.


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Nel dettaglio, l’esecutivo della Ue richiede multe fino al 10% del fatturato annuale per le piattaforme colpevoli di violare deliberatamente la concorrenza e sanzioni fino al 6% per chi non rispetta gli obblighi di moderare e rimuovere la propaganda terroristica e altri contenuti illegali pubblicati dai rispettivi utenti.

Nel caso di ripetute violazioni sulle regole sulla concorrenza (per tre volte nell’arco di cinque anni), Bruxelles potrebbe intervenire per scorporare parte delle attività delle multinazionali accusate.

I due provvedimenti legislativi dovranno affrontare l’iter di approvazione fra Parlamento e Consiglio, con tempistiche ancora non chiare.

Le piattaforme oggetto dei due provvedimenti, secondo quanto trapelato, devono avere un bacino minimo di 45 milioni di utenti, ovvero il 10% della popolazione comunitaria.


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Il Digital Market Act nasce dalla volontà di contrastare le pratiche lesive per la concorrenza comunitaria imputate ai giganti del digitale, a partire dall’abuso di posizione dominante.

Il Digital Service Act nasce invece per far sì che le piattaforme digitali monitorino i contenuti veicolati dai loro utenti. I post da rimuovere rientrano nella categoria della violazione del copyright, dei contenuti terroristici, del materiale pedopornografico, dell’hate speech, i discorsi di incitamento all’odio.

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