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30/08/2018
di Alessandra La Rosa

"Scansiona le email a fini pubblicitari". Yahoo! sotto i riflettori per la privacy

Lo riporta il Wall Street Journal. Ma l'azienda precisa: la pratica viene applicata solo sulle email commerciali e gli utenti possono deselezionarla

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Scansionare le email degli utenti a fini pubblicitari è una pratica ormai abbandonata da molti player di internet, per motivi di privacy. Ma secondo quanto riporta il Wall Street Journal, c'è chi la attua ancora. Si tratta di Yahoo!, o meglio della sua azienda proprietaria e divisione di Verizon Communications Oath. Addirittura, secondo la testata americana che riporta dichiarazioni di Doug Sharp, Oath’s vice president of data, measurements and insights, la scansione dei messaggi di posta sarebbe diventato uno dei metodi più efficaci per la società per migliorare il targeting pubblicitario. Il manager, tuttavia, precisa che la pratica viene applicata solo sulle email commerciali - non quelle personali - e che gli utenti hanno la possibilità di deselezionare l'opzione. L'obiettivo del tutto è quello di erogare pubblicità personalizzata e, aggiunge Sharp, la visualizzazione di pubblicità è parte di un compromesso che gli utenti attuano in cambio di servizi digitali gratuiti. Secondo un sondaggio della stessa Yahoo, inoltre, gli utenti avrebbero mostrato di preferire annunci che siano rilevanti per loro (dunque targettizzati). Ma cosa vuol dire "email commerciali"? Si tratta di messaggi di aziende, come ricevute di prenotazioni o acquisti, che gli algoritmi di Yahoo scansionerebbero per costruire segmenti di pubblico potenzialmente interessati a determinati temi. Ad esempio, il sistema identifica un messaggio di conferma dell'acquisto di un volo: l'utente è identificato come "viaggiatore" e gli verrà erogata una pubblicità di una catena di alberghi. Oppure, l'algoritmo individua ricevute di acquisto di un determinato negozio, l'utente è identificato come "retail shopper" e gli verrà erogata una campagna di un negozio concorrente. Se è vero che non vengono scansionate le email personali, resta comunque aperta la domanda se tale metodo non disturbi ugualmente la privacy degli utenti. L'email, infatti, in quanto percepita come comunicazione one-to-one, viene maggiormente identificata come uno spazio "privato" rispetto al browser internet (e dunque al targeting sulla base di ricerche e cronologie di navigazione). Per questo potrebbe dare fastidio agli utenti sapere che c'è chi "legge" i propri messaggi. Non a caso, Google ha dichiarato di aver interrotto la scansione dei messaggi a fini di targeting adv lo scorso anno. Mentre Microsoft ha affermato di non aver mai utilizzato i dati di posta elettronica per tale scopo.

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