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13/10/2019
di Lorenzo Mosciatti

La Cir respinge l'offerta di Carlo De Benedetti per Gedi: "Irricevibile"

Scoppia in casa De Benedetti la guerra per il controllo dell'editrice de La Repubblica: il padre fa un’offerta ma i figli la rifiutano. Rodolfo: “Sono sconcertato”

Rodolfo De Benedetti

Rodolfo De Benedetti

Nel giro di poche ore Carlo De Benedetti avanza un’offerta per l'acquisto del 29,9% di Gedi, l'editrice de La Repubblica e La Stampa, in capo alla Cir e incassa il no della società guidata dai figli Rodolfo, Marco ed Edoardo. E' quanto è successo nei giorni scorsi, in un week-end che non sarà facilmente dimenticato dal mercato italiano dell'editoria. “Con riferimento alla comunicazione diffusa dall’Ingegnere Carlo De Benedetti, relativa all’offerta non sollecitata né concordata presentata tramite Romed S.p.A., per l’acquisto di una partecipazione del 29,9% in Gedi S.p.A., Cir S.p.A. rende noto di ritenere detta offerta manifestamente irricevibile in quanto del tutto inadeguata a riconoscere a Cir e a tutti gli azionisti il reale valore della partecipazione e ad assicurare prospettive sostenibili di lungo termine a Gedi S.p.A”, afferma una nota di Cir, società presieduta da Marco De Benedetti. “Sono profondamente amareggiato e sconcertato dall’iniziativa non sollecitata né concordata presa da mio padre e il cui unico risultato consiste nel creare un’inutile distrazione, della quale certo non si sentiva il bisogno”, ha poi commentato all’Ansa Rodolfo De Benedetti, presidente di Cir. “Trovo bizzarre le dichiarazioni di mio figlio Rodolfo", ha replicato Carlo De Benedetti alle parole del primogenito. "È la stessa persona che ha trattato la vendita del Gruppo Espresso a Cattaneo e Marsaglia. La gestione sua e di suo fratello Marco hanno determinato il crollo del valore della azienda e la mancanza di qualsiasi prospettiva, concentrandosi esclusivamente sulla ricerca di un compratore visto che non hanno né competenza né passione per fare gli editori”.

Ad aprile l'offerta di Cattaneo e Peninsula

De Benedetti ha così confermato che ad aprile l'ex ad Telecom Flavio Cattaneo, forte della liquidità incassata dalla cessione di una quota di Italo, aveva cercato di comprare la quota di Gedi in cordata con il fondo Peninsula, dove tra l'altro lavorano alcuni finanzieri ex Mediobanca, e da un terzo investitore finanziario non noto, arrivando ad offrire 37 centesimi per azione per l'intera partecipazione dell'editrice detenuta da Cir. L'offerta di Carlo De Benedetti ha finito per spingere oggi in Borsa il titolo di Gedi, arrivato alla chiusura con una crescita di quasi il 16% (+15,8%) a 0,29 euro per azione e con un valore per azione dunque molto più alto rispetto gli 0,25 euro offerti del patron di famiglia.

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