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26/09/2019
di Lorenzo Mosciatti

IAB Italia torna alla carica: "Web tax urgente, danno di 750 milioni di euro se non si farà"

Carlo Noseda, presidente dell'associazione che raggruppa oltre 180 aziende tra i più importanti operatori della pubblicità online, lancia un appello al Governo perché il mercato del digital sia normato il prima possibile, onde evitare che rimanga fagocitato dai colossi della rete

Dopo i due precedenti tentativi non andati a buon fine, IAB Italia torna alla carica e chiede al Governo di introdurre il prima possibile la web tax sui colossi della rete. “In questi giorni si parla tanto di sugar tax ma riteniamo che l’attenzione dovrebbe essere riportata sulla web tax", dice Carlo Noseda, presidente di IAB Italia, l’associazione che raggruppa oltre 180 aziende tra i più importanti operatori della pubblicità online sia a livello nazionale che mondiale. "La posta in gioco è troppo alta perché internet possa rimanere un far west. Il mercato del digitale vale oltre 65 miliardi di euro e impiega oltre 280mila professionisti a tempo pieno. Il web è stato nel 2018 il secondo mezzo in Italia per raccolta pubblicitaria, superando di gran lunga gli altri media tradizionali. Ma è un mercato che necessita più che mai di essere normato, onde evitare che rimanga fagocitato dai colossi della rete, che ne detengono oltre il 75% di quota, lasciando alle aziende che pagano regolarmente le tasse davvero poco ossigeno. Le sole Google e Facebook si stima che l’anno scorso abbiano raccolto in Italia oltre 2 miliardi di euro, con un organico che non supera le 250 risorse". "Ricordiamo che se non viene implementata subito la digital tax, operativamente dal 2020, il nostro Paese subirà un danno di 750 milioni di euro di buco di bilancio. Sappiamo che il nuovo esecutivo ha messo in agenda la web tax e noi, come associazione, ci rendiamo disponibili a riprendere il dialogo già avviato con le istituzioni, e in particolare con il viceministro Laura Castelli, per aprire un tavolo di lavoro su questo tema con il Governo, mettendo a disposizione le nostre competenze e la conoscenza del mercato che rappresentiamo. Da mesi sosteniamo che senza una 'nuova' web tax le imprese italiane del digitale saranno destinate a sparire. Riteniamo che ristabilire un’equità fiscale sia un’azione imprescindibile che non può più essere posticipata”.

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