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26/06/2020
di Francesco Tempesta

Copyright, la soluzione di Google: un piano di licenze per "contenuti di qualità"

L'iniziativa, che prevede il pagamento di selezionati editori per le loro news, prenderà il via entro fine anno in Germania, Australia e Brasile, a cui potrebbero aggiungersi in futuro anche altri Paesi

Nell'intensa battaglia tra gli editori e Google sulla questione copyright, si è arrivati forse a un punto di svolta. In un blog post, Google ha annunciato che pagherà selezionati editori per le loro news come parte di un nuovo programma di licenze per "contenuti di alta qualità", che prenderà il via entro la fine dell'anno sui servizi Google News e Discover. "Questo programma aiuterà gli editori partecipanti a monetizzare i loro contenuti attraverso un'esperienza di storytelling arricchita che consenta ai lettori di andare in profondità alle notizie con articoli più complessi, informarsi in maniera aggiornata ed essere esposti ad un mondo di differenti questioni e interessi", spiega Google. La società aggiunge che in alcuni casi offrirà agli utenti accesso gratuito ad articoli a pagamento, pagando i contenuti al posto loro. Il programma partirà inizialmente solo in alcuni Paesi - Germania, Australia e Brasile -, ma Google fa sapere che a questi "se ne aggiungeranno presto altri". Tra i primi editori partecipanti ci sono il tedesco Der Spiegel, gli australiani InQueensland e InDaily, e il brasiliano Diarios Associados, ma il numero è destinato ad aumentare nei prossimi mesi, grazie a una serie di colloqui già in atto. Google non dà dettagli sul valore finanziario di questi accordi.

La battaglia degli editori sul copyright

Proprio l'Australia si era recentemente fatta portavoce di un'aspra battaglia con le grandi piattaforme come Google e Facebook sulla questione copyright, con il Ministero del Tesoro del Paese che un paio di mesi fa aveva annunciato di voler adottare una legge che avrebbe imposto a questi colossi di condividere i propri ricavi pubblicitari con i gruppi editoriali (leggi la notizia). Qualcosa di simile era accaduto anche in Francia, dove ad aprile l’Autorità Garante della​ ​Concorrenza aveva stabilito che Google avrebbe dovuto negoziare il pagamento di un compenso agli editori per poter condividere i loro contenuti online (leggi la notizia). Finora il colosso di Mountain View si era rifiutato di applicare la normativa europea sul diritto d’autore nonostante questa fosse in vigore in Francia, primo Paese a recepirla, già dallo scorso ottobre. In Italia il recepimento della normativa europea è attualmente all'interno di un disegno di legge, che ha concluso l’iter in commissione e per cui da qualche giorno è scaduta la presentazione degli emendamenti. Dopo l'approvazione del parlamento, che dovrebbe avvenire prima della pausa estiva, verranno scritti i regolamenti attuativi, che presumibilmente verranno predisposti entro fine anno.

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