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17/03/2020
di Francesco Tempesta

In USA Google lancia un sito per i test sul Coronavirus. Ed è già polemica privacy

Il debutto del portale Verily, tramite cui si possono richiedere test per verificare il contagio dal virus, ha scatenato dubbi sull'eventuale raccolta di dati sensibili da parte di Big G

Anche gli Stati Uniti stanno fronteggiando l'emergenza Coronavirus, e nel Paese Google si è fatta avanti per offrire uno strumento volto a tranquillizzare la popolazione offrendo informazioni aggiornate sul virus e consigli per verificare il rischio di essere stati contagiati. Si chiama Verily, ed è un sito sviluppato da Verily Life Sciences, sussidiaria della Alphabet cui fa capo anche Big G. Il portale, al momento operativo solo in alcune zone della California ma che promette di essere esteso a più parti del Paese, consente a chi teme di essere stato contagiato di richiedere l’accesso a un test. In particolare, agli utenti viene chiesto di rispondere a un questionario, al termine del quale il sito dirà loro se sono idonei ad essere testati per la positività al Coronavirus, e dove effettuare il test. Il lancio ha però scatenato alcuni dubbi, soprattutto in ambito privacy. Per accedere al servizio, infatti, e richiedere il test, l'utente ha bisogno di fornire una serie di informazioni personali sensibili, e per quanto i termini del servizio promettano di non condividere tali dati con società assicurative o a fini pubblicitari, il dubbio comunque rimane. Non aiuta, inoltre, un altro punto sotto accusa, ossia il fatto che, per avviare la procedura, l'utente debba utilizzare un account Google. E, come alcuni esperti di data privacy americani hanno sottolineato, "una volta che la crisi inevitabilmente finirà, i dati raccolti sopravviveranno da qualche parte". Intanto, a poche ore dal lancio, sul sito è già boom di click.

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