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24/10/2019
di Alessandra La Rosa

Amazon cresce nel terzo trimestre del 2019: ricavi pubblicitari a +44%

La voce "altri ricavi" del bilancio della società, cui afferisce il business adv, tocca quota 3,6 miliardi di dollari. Il fatturato complessivo aumenta del 24%

Luci e ombre nella terza trimestrale 2019 di Amazon. Il colosso di Seattle ha totalizzato 70 miliardi di dollari di ricavi (+24%), entrate nette di 2,1 miliardi e utili per azione di 4,23 dollari (un anno fa erano rispettivamente 56,6 miliardi, 2,9 miliardi e 5,75 dollari). E se il giro d'affari ha superato le aspettative - gli analisti stimavano 68,81 miliardi di dollari - non è stato lo stesso per gli utili per azione, attesi dal mercato a 4,62 dollari. Anche le previsioni per i ricavi nel Q4 sono al di sotto delle attese di mercato: la società ha prospettato una cifra tra gli 80 e gli 86,5 miliardi di dollari, mentre Wall Street stimava 87,37 miliardi. Anche in considerazione di ciò, a Wall Street il titolo, dopo una chiusura a +1% nelle contrattazioni regolari, è sceso dell'8% nell'after-hours. Detto questo, salgono le vendite: +24% a 42,6 miliardi in Nord America, +18% a 18,3 miliardi nel resto del mondo. Amazon Web Services (AWS) - l'offerta di cloud computing della società, attualmente davanti ai suoi principali competitor Microsoft Azure e Google Cloud -, ha totalizzato un aumento delle vendite del 35% a 9 miliardi di dollari, lievemente meno delle attese di mercato (9,1). Attualmente il business pesa il 13% dei ricavi complessivi di Amazon nel trimestre. Bene anche i servizi per abbonamento (il principale è Amazon Prime), in aumento del 34% a 5 miliardi di dollari. Per quanto riguarda la categoria "altri ricavi", che copre per lo più il business pubblicitario di Amazon, la società ha registrato un +44%, raggiungendo quota 3,6 miliardi di dollari. Un'area su cui la compagnia sta puntando sempre di più, con un progressivo ampliamento della propria offerta. Tra i progetti su cui la società è attualmente al lavoro ci sarebbe anche la creazione di una cosiddetta "data clean room", ossia una tecnologia che mette a disposizione delle aziende un bacino di dati aggregati della società, che i brand potranno unire ai propri insight proprietari per migliorare il targeting e le misurazioni delle loro campagne pubblicitarie: il progetto, attualmente in beta, potrebbe essere lanciato entro l'inizio dell'anno prossimo.

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