Andrea Febbraio: «Video Mobile: il mantra del 2014»

Ebuzzing ha chiuso il 2013 a 70 milioni di dollari di fatturato, ed è proiettata verso il  traguardo di 100 milioni. Del resto “only sky is the limit”. O meglio: alcuni limiti ci sono, come ad esempio il formato pre-roll e il sistema Cpm…

 

di Vincenzo Stellone
06 febbraio 2014
Andrea Febbraio - Ebuzzing
Andrea Febbraio

 

 

 

Più 38 per cento: questo il consistente incremento degli investimenti in digital video advertising nel 2013 nel nostro Paese secondo Iab Italia. Un dato che dà la misura di un fenomeno in netta espansione che sarà certamente trainante anche quest’anno. Per approfondire scenari e tendenze di questo mercato abbiamo coinvolto alcuni dei principali operatori specializzati. La parola a Andrea Febbraio, co-founder & vp sales Europa di Ebuzzing. 

Il servizio completo è pubblicato su Engage mag #2


Il mercato video italiano è cresciuto anno su anno del 75% e anche nel 2014 è prevista una crescita a doppia cifra, ci ha spiegato il co-founder & vp sales Europa di Ebuzzing Andrea Febbraio. Dati molto positivi per un mercato che però è diviso in due. Da una parte realtà come Ebuzzing e YouTube, con formati venduti puntando all’obiettivo di creare il tanto ambito engagement, e quindi con un sistema “cost per view”. Dall’altra le concessionarie classiche che continuano a vendere il formato pre-roll proposto esclusivamente a impression, e quindi con sistema Cpm (costo per mille impression). Fatta questa distinzione, secondo Andrea Febbraio, i limiti del pre-roll anche per i publisher iniziano ad essere evidenti.

Quali sono i prodotti e servizi offerti da Ebuzzing in questo contesto? 

«La grande rivoluzione per noi è il formato native, che rappresenta una svolta epocale poiché garantisce agli investitori la possibilità di avere pubblicità che sia effettivamente vista da qualcuno. Non a caso infatti noi garantiamo il 100% di completion rate (il video viene visto fino alla fine, ndr) ed il 100% di viewability (il video è sempre visibile above the fold, nrd). ComScore nel recente studio “Benchmark vCe 2013”, ha rilevato che il 54% degli annunci pubblicitari non viene visualizzato degli user, mentre il 60% degli spettatori non riesce a ricordare l’ultimo spot visto online. In sei anni di presenza nel mercato e decine di formati innovativi lanciati, il native è quello che ha davvero conquistato editori, clienti e centri media. Presto sarà acquistabile anche in programmatic buying e soprattutto disponibile in white label per premium publisher».

Quali nuove opportunità esistono per brand e investitori?

«Nell’ambito del branded content e quindi dei video con diffusione social le opportunità più interessanti sono quelle offerte dai video di Vine ed Instagram con nuovi codici visivi di comunicazione declinati in 6 e 15 secondi. Il video mobile sarà il mantra del 2014 e degli anni futuri. Quanti di voi hanno guardato, oggi, magari proprio mentre leggevano questa intervista, un video su smartphone o tablet? Molti. Prescindere da questi canali di distribuzione oggi è praticamente impossibile».

Creatività, valore informativo dei contenuti, piattaforma tecnologica di distribuzione. Quale di questi aspetti è più importante per il successo della comunicazione video?

«Il nostro motto lo conoscono tutti: “content is king, distribution is queen”. Su questo abbiamo anche scritto un libro. La verità è che la regina, ovvero la distribuzione, ha un ruolo davvero preponderante. I canali giusti sono fondamentali per il successo di una pubblicità video e non si parla solo di target, ma anche di formati utilizzati. I KPI dell’investitore possono essere viralità, engagement, brand uplift, click-through rate, e per ognuno di questi serve un apposito formato, un mix sapiente di canali da attivare e l’utilizzo di una piattaforma tecnologica in grado di ottimizzare le performance».

Quali sono stati gli ultimi risultati economici per Ebuzzing?

«Abbiamo chiuso il 2013 a 70 milioni di dollari di fatturato, e siamo proiettati verso il mitico traguardo di 100 milioni. Sono scaramantico, altrimenti direi che “only sky is the limit”. Nel frattempo ci sentiremo per le prossime aperture, ad esempio a marzo in Messico».

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