Verso l’e-Commerce Forum. Intervista a Roberto Liscia

Record di iscrizioni per la nona edizione dell’evento in programma il 20 maggio a Milano. Con il presidente del Consorzio Netcomm facciamo il punto su nuove tendenze e sulla crescita che sta vivendo questo canale di vendita

di Vincenzo Stellone
06 maggio 2014
Roberto Liscia - Consorzio Netcomm
Roberto Liscia

Venti maggio 2014, dalle 9:00 alle 18:00 al MiCo, nel centro di Milano, quattro conferenze plenarie e una serie consistente di workshop con relatori di fama nazionale e internazionale. La formula della nona edizione dell’e-Commerce Forum non cambia, cambiano però i temi affrontati, legati al presente e al futuro del commercio elettronico, cambiano le aspettative e le necessità del pubblico, numeroso, anzi numerosissimo già nella fase di pre-iscrizione. A meno di due settimane dall’apertura delle porte dell’evento abbiamo parlato con il presidente del Consorzio Netcomm Roberto Liscia.

Partiamo dal primo dato a nostra disposizione, ovvero il boom di adesioni alla nona edizione dell’e-Commerce Forum…

«I motivi di questo successo sono molteplici. Innanzitutto in nove anni l’e-Commerce Forum è diventato evidentemente uno dei più importanti punti di riferimento nel settore del commercio elettronico a livello nazionale. Inoltre come molti sanno l’e-commerce nell’ultimo anno è cresciuto del 20%, con una sempre maggiore differenza rispetto all’andamento dell’economia complessiva, differenza che ha definitivamente convinto le imprese del fatto che è venuto il momento di lasciare ogni perplessità e cominciare a ragionare seriamente su questo canale, che mette a disposizione oltre un miliardo di compratori nel mondo. Finora il commercio online è cresciuto soprattutto grazie all’attività di grandi multinazionali digitali, che in tutto il mondo hanno puntato da subito sull’online. Nell’ultimo anno invece anche i produttori e le piccole medie imprese hanno capito che non possono rimanere indifferenti a questo fenomeno. Ciò che li preoccupava fino ad ora era creare dei canali alternativi alla distribuzione tradizionale, potenzialmente antagonisti, ma a seguito della crisi l’e-commerce è diventato ormai forse il più importante mezzo a disposizione. Grazie a questa evoluzione l’evento del 20 maggio ha assunto ancora maggior rilevanza rispetto al passato perché prima a partecipare erano soprattutto gli specialisti del settore, che già conoscevano la materia, quest’anno invece ci saranno molti operatori di settori più tradizionali, che vengono per la prima volta per avere una visione complessiva del mezzo. Ad oggi le adesioni sono oltre 1.400 nonostante, proprio per selezionare partecipanti realmente interessati, per la prima volta l’iscrizione è a pagamento».

Quali saranno le novità di questa edizione?

«Innanzitutto abbiamo individuato tre temi trasversali, ovvero l’internazionalizzazione, il mobile e la crosscanalità, che verranno affrontati nelle conferenze plenarie e attraverso una fitta serie di workshop. Inoltre presenteremo i dati del nuovo osservatorio sui comportamenti d’acquisto degli utenti, già sviluppato anche in altri paesi come Danimarca e Olanda, che in futuro sarà aggiornato ogni tre mesi e indagherà tutti i temi relativi alle modalità di acquisto degli italiani. Il panel di relatori sarà come sempre di grande spessore internazionale, con rappresentanti di aziende importanti come Facebook, Accenture, Nestlé, Gamestop, Teradata e altre. Nel corso dei propri workshop Netcomm punterà i riflettori sui processi di internazionalizzazione, sulla prima release della ricerca trimestrale, poi sulla tracciability, con i risultati registrati dalle 140 aziende che hanno adottato il sigillo Netcomm».

Da quali settori arriveranno i nuovi partecipanti all’e-Commerce Forum?

«Credo da tutti i settori in cui operano le piccole e medie imprese del made in Italy, quindi tessile, abbigliamento, design, arredamento, accessori per la persona e per la casa e food. In pratica l’attuale nerbo dell’economia del nostro Paese, votato alla qualità e all’espansione verso nuovi mercati».

Quali sono le ultime previsioni sull’andamento dell’e-commerce?

«La previsione per il 2014 è ancora di una crescita a due cifre, probabilmente sempre intorno al 20%. La cosa interessante da notare è che, sebbene l’e-commerce sia già in grado di influire positivamente sull’economia globale del nostro Paese, rappresentando circa il 3% del retail italiano, la media europea è intorno al 7%. Questo significa che esiste ancora un grande margine di miglioramento, con la possibilità di un raddoppio del business nell’arco di 2 o 3 anni. Questo fenomeno avrà almeno tre effetti positivi sul sistema economico complessivo: la crescita dell’export e quindi del fatturato delle imprese, la crescita della competitività a livello internazionale, e infine una significativa crescita dell’occupazione, grazie anche alla nascita di nuove figure professionali specializzate».

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