SXSW: uno sguardo al futuro tra applicazioni, neuroscienze, AI… e cialde di birra

All’evento di Austin spazio anche alle innovazioni di oltre 200 espositori. Ce le raccontano Valerio Saffirio e Massimo Cortinovis di Disko Italia

di Valerio Saffirio e Massimo Cortinovis
12 marzo 2019
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Di scena nella città americana Austin dall’8 al 13 marzo, SXSW è una delle conferenze di spicco nel panorama mondiale sull’innovazione digitale. Valerio Saffirio e Massimo Cortinovis della sede italiana di Disko sono volati in Texas, e racconteranno per Engage gli appuntamenti salienti.

E con questa fanno tre (puntate). Sempre noi, sempre da Austin (Texas). Oggi prende il via l’exhibition, appuntamento importante del Festival: l’arena centrale del Convention Center accoglie oltre 200 espositori per una carrellata di innovazioni, alcune delle quali arriveranno sul mercato sotto forma di App, Robot, IoT e altro.

Entriamo nel regno dei nerd. Lush, con il suo Lab, propone un’applicazione per far interagire i prodotti all’interno dei negozi, basata su image recognition e realtà aumentata. La giapponese Jellysurf ha sviluppato una tavola da surf intelligente che registra i movimenti dei surfisti per aiutarli a migliorare le performances. Tanti i progetti di sensoristica: in ambito beauty più di un’azienda ha realizzato sensori per analizzare la pelle dell’utente e proporre prodotti più vicini alle sue esigenze personali piuttosto che sensori per misurare l’esposizione ai raggi UV. All’innovazione pare non esserci limite: Singularity (progetto della Columbia Engineering) propone un ottimo sushi in 3D printing, in diverse forme e design, pronto per essere “cotto” entro la fine di quest’anno.

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LushLabs

I panel iniziano alla grande con Kai Wright della Columbia University, sul tema “Follow the Feeling, Creative Brand Value”, come costruire il valore di marca nell’era digitale. Kai unisce principi fondamentali della comunicazione con le più avanzate ricerche neuro scientifiche sui comportamenti dei consumatori, con la psicologia. Make Brand Matter è il suo mantra. Grande ricercatore e anche ottimo showman: ci fa realizzare disegni da confrontare con i vicini di sedia, ci sottopone a test audio sulla riconoscibilità dei brand (in sala 2.700 persone), ci fa costantemente interagire con lo schermo (grazie ad un’App dedicata) per monitorare il nostro comportamento in diretta. Un focus test dal vivo mai visto prima.

Ma che ne è della cara e vecchia cultura nell’era digitale? Che significati assume nel suo muoversi verso nuove aree come il cibo o le esperienze immersive?  Il New Museum di New York inventa aree dedicate alla realtà aumentata e ad installazioni immersive, lavorando su nuove tecnologie per abilitare gli spazi a tutti (un design for all tecnologico e digitale). Riccardo Ulivi, top manager di Airbnb, racconta il nuovo progetto che propone immersioni nella cultura locale integrate nell’esperienza del loro servizio, per ora limitate al mercato nord americano. Pensate cosa non si potrebbe fare in Italia!

AI AI AI! Non è un lamento, ma è la firma di questa edizione SXSW: Artificial Intelligence. Nel suo segno, passiamo dalla cultura all’e-commerce. Tony Bacos, responsabile Fashion di Amazon, ci spiega come Machine Learning e moda siano un connubio ormai imprescindibile. Il problema da risolvere è la difficoltà di orientarsi in un contesto con un catalogo di milioni di prodotti, sfida che l’Intelligenza Artificiale affronta analizzando profondamente le preferenze e le abitudini del consumatore per identificare il prodotto giusto per lui. Il tutto integrato con servizi “fisici” come l’Amazon Wardrobe: l’utente riceve a casa un certo numero di prodotti che può provare, tenendo quelli che gli interessano e restituendo gli altri.

TonyBacos
Tony Bacos

Un tuffo nel mare del largo consumo con l’incontro “AI in retail: how to do it right and what’s next”. Grazie all’AI, nel 2019 l’e-commerce cresce del 40%, entro il 2020 saranno l’80% i clienti ingaggiati dall’AI, entro il 2023 112 in miliardi di dollari il volume delle transazioni attivate via chatbot. La sfida per i retailers è di pensare a soluzioni di AI omnicanali per incrementare il dialogo con il consumatore e far crescere le vendite sia on line che in store. Ma l’AI porterà via il lavoro agli umani? In parte, ma in parte il lavoro sarà sempre più qualificato, con nuove mansioni sempre più rivolte verso il cliente e meno verso l’organizzazione interna.

Si avvicina l’ora di cena: parliamo di vino. In un mercato di 300 miliardi di dollari globali di cui 60 negli Stati Uniti, il Wine Market Council ha stimato che i Millenials consumano oggi il 40% del vino bevuto in USA (dato che continua a crescere). Ma, come intercettare questo cambiamento? Che cosa cercano i Millenials? Autenticità, valori, brand esperienziali? Avventura? Scoperta e divertimento? Marche con una storia o con una coscienza sociale vera? La passione di questa generazione per il gioco che ruolo avrà? Un fatto emerge con certezza da questo panel: i Millenials crescono insieme ai loro interessi ed alle loro passioni, in modo molto diverso dai target generazionali precedenti. Produttori, in campana.

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I relatori di FutureofWine

La giornata volge al termine? No. Dopo cena un passaggio all’LG Inspiration Gallery dove ci aspettano oggetti e progetti ambiziosi: una macchina che spilla birra di qualità da cialde come quelle del caffè, TV digitali che si avvolgono in una sound bar fino a sparire, robot da casa. Alexa e Cortana sembrano ricordi di un lontano passato. SXSW guarda al futuro.

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Le cialde di birra di LG

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