Linkontro / Oltre la crisi: ecco
i tratti del nuovo consumatore

Risparmiatore, pianificatore, tecnologico e devoto alla famiglia: è questo il “consumatore tipo” post-crisi, al centro della prima giornata di lavori all’evento Nielsen a Santa Margherita di Pula. Giovanni Fantasia: «Per i consumi, non è ancora ripresa»

di Simone Freddi
22 maggio 2014
linkontro 2014

La tanto agognata ripresa è cominciata oppure no? Si apre con questo interrogativo la 30esima edizione de Linkontro, il tradizionale appuntamento dedicato alla business community dei consumi organizzato da Nielsen e in programma da oggi a sabato al Forte Village di Santa di Santa Margherita di Pula.

Una domanda a cui è complicato dare una risposta netta, anche alla luce degli ultimi dati sul Pil, tornati inaspettatamente in rosso. Anche sul fronte dei consumi, la situazione è incerta, come ha spiegato Giovanni Fantasia, amministratore delegato Nielsen Italia, nella conferenza stampa che ha anticipato l’apertura de Linkontro: «Non si vedono segnali chiari di ripresa», ha ammesso il manager. «Bisogna ancora aspettare, ma se non altro possiamo confermare che la situazione si è stabilizzata», ha detto, prima di passare a illustrare lo scenario con una serie di dati.

Giovanni Fantasia in un momento della presentazione

Si parte con la tenuta delle vendite nel largo consumo, che nel primo quadrimestre 2014 sono praticamente stabili rispetto a un anno fa, con qualche settore particolamente vivace come Beverage e Fresco (complice l’inverno mite); l’indice di fiducia delle famiglie, cresciuto di un punto nell’ultimo anno, è pur sempre fermo a un modesto 45, valore molto lontano da quello registrato in Paesi come Germania e UK. Qualche segnale di risveglio arriva dal traffico autostradale, che da gennaio ad aprile 2014 segna un +1,5%. Insomma, quantomeno gli italiani si sono rimessi in movimento.

Ma per le imprese, nel complesso la strada resta in salita: «Le aziende devono essere consapevoli che si trovano ad affrontare un contesto di mercato cambiato in maniera irreversibile», ha osservato Fantasia. E non si tratta solo di minore potere d’acquisto, perché nel frattempo è cambiato, e non di poco, il consumatore. «Questi ultimi anni di difficile congiuntura economica hanno restituito un nuovo modello di italiano». Un nuovo profilo di consumatore, il “Family Consumer”, cui Nielsen ha dedicato la ricerca presentata quest’anno e che a grandi linee può essere così descritto: Risparmiatore, pianificatore, tecnologico e devoto alla famiglia.

Rispetto al 2010, anno preso a titolo di confronto, l’analisi di Nielsen evidenzia infatti un più marcato orientamento verso la riscoperta e la conseguente “difesa” dei valori familiari, con uno sguardo – inevitabile – alla digitalizzazione dei gesti più comuni. In particolare, alcune delle caratteristiche in cui si identificano oggi gli italiani sono tipiche di un approccio ancora timido, ma da cui si coglie la preparazione a una prossima ripartenza.

È un consumatore più risparmiatore (si ritiene tale l’82% degli intervistati, rispetto al 72% del 2010), pianificatore nel definire le spese e razionale nelle scelte (70% vs 57%), devoto alla famiglia (63% vs 56), casalingo (60% vs 55%) e, ovviamente, tecnologico (82% vs 70%). 

A ciò si aggiunge una riscoperta dei valori tipici della famiglia lasciati in disparte in questi anni di crisi. Nel 2013 il tempo medio speso in casa è pari a 146 minuti, 15 in più rispetto al 2010.

Il cambio degli interessi si affianca a un contestuale mutamento di priorità nella vita dei consumatori italiani. Rispetto al 2010 si registra un aumento delle azioni finalizzate al risparmio, come la riduzione dell’uso dell’auto (+12 punti 2013 vs 2010) e delle spese telefoniche, la scelta di marchi alimentari più economici o il rinvio delle decisioni legate alla sostituzione di articoli per la casa.

La voglia di ripartire (e di sognare) emerge invece in relazione ai settori di spesa in cui si osserva una significativa “riduzione delle rinunce”. Rispetto al 2010 si evidenziano infatti una diminuzione dei “tagli” alle vacanze annuali (-6 punti percentuali) e ai weekend brevi (-8 punti percentuali), ma sono sempre meno anche i tagli alle spese per l’abbigliamento e per gli interventi di sostituzione alle proprie tecnologie di utilizzo quotidiano.

Allo stesso tempo, si assiste a un cambio di valori in tema di possesso, per far posto alla cosiddetta sharing economy: il consumatore italiano è propenso a condividere l’auto (71%) attraverso i più diffusi servizi già presenti nelle principali città, ma anche i corsi online di formazione professionale, i device elettronici (37%) e gli abiti per eventi speciali (33%).

«E’ importante che tutti gli attori in campo operanti in ambito produzione e largo consumo si adattino all’evoluzione della shopping experience. I consumatori hanno già intrapreso questa via, ora tocca a manufacturer e retailer se non si vuole rimanere indietro».

Nel pomeriggio di giovedì, i lavori del convegno sono entrati nel vivo con gli interventi di Mitch Burns, ceo di Nielsen, e dell’economista e politologo Jean Paul Fitoussi. Qui l’articolo dedicato

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