Innovazione e digitale per la crescita del Paese: a Milano il FED 2019 di Facebook

Il Forum dell’Economia Digitale ha raccolto più di 30 speaker e un pubblico di oltre 2000 persone. Il Marketing Manager di Facebook Giulio Ravizza: «Fondamentale puntare su formazione e divulgazione»

di Alessandra La Rosa
11 luglio 2019
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Un momento del FED 2019

Be the change“: con questo slogan, Facebook e Giovani Imprenditori di Confindustria hanno organizzato oggi a Milano il Forum dell’Economia Digitale, giunto quest’anno alla sua quarta edizione.

Con più di 30 speaker – tra cui il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte – e un pubblico di oltre 2000 persone, il FED 2019 ha raccolto sul palco del MiCo volti celebri del mondo dell’imprenditoria, della tecnologia e della società civile, per stimolare un dibattito aperto su intelligenza artificiale, robotica, competenze digitali, blockchain e fake news, attraverso le tavole rotonde e i talk show moderati da Vittoria Cabello e Nicolò De Devitiis.

«Ogni anno il tema del FED è il cambiamento. Stavolta, in particolare, ci siamo concentrati su chi è parte attiva di questo cambiamento – ha spiegato a Engage Giulio Ravizza, Country Marketing Manager di Facebook, intervistato a margine dell’evento -. Perché se c’è chi ne è spaventato, altri riescono invece a sfruttare il cambiamento per creare qualcosa di innovativo nei più svariati campi. Oggi abbiamo chiamato al MiCo alcune di queste persone, che ci hanno raccontato il loro essere parte attiva di un’innovazione sociale: dall’originale modello giornalistico di Open di Enrico Mentana, alla divulgazione scientifica contro le fake news di Roberto Burioni, dal passaggio generazionale delle sorelle Missoni nel mondo della moda, all’innovazione nel mondo del Machine Learning di Rita Cucchiara. E tanti altri».

L’evento è stato aperto da Luca Colombo, Country Director di Facebook Italia e Alessio Rossi, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, alla presenza di Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale e servizi civici del Comune di Milano.

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Nicolò De Devitiis, Alessio Rossi, Luca Colombo e Vittoria Cabello

In uno scenario in cui spesso le rivoluzioni e l’innovazione nascono da ambizioni, paure e obiettivi sfidanti da raggiungere, la capacità di essere innovatori e le competenze digitali rappresentano un requisito imprescindibile per la crescita economica del Paese. Nel 2019 il mercato digitale italiano promette una crescita del 2,5%, per arrivare a un volume totale di 72,2 miliardi di euro. Un trend positivo che continuerà anche nei prossimi due anni, nei quali si prevedono rispettivamente un incremento del 2,8% e un volume totale di 74,2 miliardi di euro nel 2020 e una crescita del 3,1%, con un volume totale di 76,5 miliardi nel 2021 (Fonti: Anitec-Assinform in collaborazione con NetConsulting cube, Confindustria Digitale, Polimi).

Lo stimolo di innovatori e digital enabler come quelli che hanno calcato il palcoscenico del FED è sempre più evidente. Nel 2018 in Italia il mobile business è cresciuto del 9,4%, l’IoT del 19,2%, il cloud del 23,6%, la cybersecurity del 12,2%, i dispositivi indossabili del 15,3%, le piattaforme per il web del 13,7%, mentre hanno acquisito consistenza le applicazioni di intelligenza artificiale, big data e blockchain. Questi dati, si stima saranno confermati anche nel 2019 (Fonti: Anitec-Assinform in collaborazione con NetConsulting cube, Confindustria Digitale, Polimi).

Nonostante questo nel 2019 l’Italia si è collocata al 26° posto per livello di competenze digitali nell’indice DESI (Indice di digitalizzazione dell’economia e della società) su 28 posizioni. Il livello delle digital skill di base e avanzate degli italiani è, infatti, al di sotto della media UE. Solo il 44% delle persone tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base, contro il 57% nell’UE. Scarsi risultati in termini di competenze digitali si riflettono anche in un minore utilizzo dei servizi online e in una bassa attività di vendita online per le PMI (Fonti: Anitec-Assinform in collaborazione con NetConsulting cube, Confindustria Digitale, Polimi).

«La quarta edizione di FED rappresenta un’occasione di dibattito sui temi del cambiamento e della trasformazione – ha spiegato Luca Colombo, Country Director Facebook Italy -. Le persone e le imprese che hanno condiviso la propria testimonianza, oggi sul palco del FED, incarnano pienamente uno dei valori chiave della nostra azienda “Be bold” che vuole essere un invito a osare e porsi degli obiettivi ambiziosi per conquistare nuovi traguardi e raggiungere dei cambiamenti concreti. Oggi uno dei principali abilitatori del cambiamento è proprio il digitale, settore che si conferma in costante e forte crescita. Per sostenere il suo sviluppo sono, tuttavia, necessarie delle forti competenze digitali: il 90% delle PMI in Italia riconosce infatti che, per la crescita di un’impresa, le competenze digitali sono imprescindibili. Se nei prossimi tre anni il nostro Paese riuscisse ad allineare la diffusione dei digital skill alla media europea, il nostro tessuto sociale e produttivo sarebbe più efficiente, aumenterebbero gli investimenti e l’occupazione e migliorerebbe il tasso di innovazione nelle imprese».

«Siamo sempre più convinti che innovazione e digitalizzazione siano la risposta a ogni domanda su come far crescere l’Italia – ha aggiunto Alessio Rossi, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria –. E il cambiamento che portano nei settori tradizionali ci dà l’opportunità di trasformare le imprese, creare nuovi spazi di business, esplorare nuovi mercati. Queste trasformazioni aumenteranno da qui a un anno il fabbisogno di professioni ICT tra le 45mila e le 71mila unità. Ancora più determinante sarà quindi colmare il gap di competenze che è una vera emergenza Paese: la cultura digitale deve fare ingresso nelle scuole e nelle università, per creare gli innovatori, i manager, i lavoratori, gli imprenditori di domani».

«Il digitale può creare opportunità di business, ma se lo si sa utilizzare. Purtroppo, quando si parla di competenze in campo digital i dati ci rivelano che l’Italia è ancora indietro rispetto ad altri Paesi. Per questo fare formazione sul mondo internet è fondamentale, ed eventi come FED vanno proprio in questa direzione», ha proseguito Ravizza, sottolineando come l’impegno di Facebook nell’ambito della divulgazione delle competenze digitali passa anche da altre iniziative. Come quella di Binario F, il centro dedicato alla formazione presente in Italia (alla stazione Termini di Roma, in uno spazio recentemente ampliato), Spagna e Polonia: «Offriamo corsi rivolti a vari destinatari, da studenti a imprese, da docenti a mondo della pubblica amministrazione. Il nostro obiettivo con Binario F è formare 1 milione di persone in Europa entro il 2020, e 100 mila entro quest’anno nella sola Italia», conclude Ravizza.

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Giulio Ravizza

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