L’efficacia del content marketing per comunicare ai nuovi consumatori

Ne hanno parlato a Engage Conference Simone Pepino, COO di Hoopygang, Pasquale Silvi, Responsabile Business Development Italia di Melascrivi, Marco Cancelliere, Direttore Generale Advertising di Hearst Magazine, e Silvio De Rossi, Founder di Stylology.it

di Lorenzo Mosciatti
09 ottobre 2019
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Come cambiano i contenuti che editori e aziende propongono ai lettori nell’era digitale? A rispondere sono stati a Engage Conference Simone Pepino, COO di Hoopygang, Pasquale Silvi, Responsabile Business Development Italia di Melascrivi, Marco Cancelliere, Direttore Generale Advertising di Hearst Magazine, e Silvio De Rossi, Founder di Stylology.it nel corso della seconda tavola rotonda di Engage Conference, l’evento dedicato all’approfondimento dei temi salienti nella comunicazione pubblicitaria e nel marketing digitale.

«Il digitale offre opportunità straordinarie, soprattutto attraverso i social media, per instaurare relazioni profonde con i consumatori e per poter così raccontare i prodotti al pari dell’anima e del dna di un marchio», ha detto Marco Cancelliere. E lo permette grazie ad una centralità sempre maggiore assunta dal contenuto. La divisione pubblicitaria di Hearst, uno degli editori storici del mercato internazionale e italiano, «è non a caso completamente cambiata negli ultimi anni, trasformandosi da struttura di vendita di spazi a realtà impegnata nella commercializzazione di servizi e contenuti, fino a d arrivare a stringere una partnership con un operatore dell’influencer marketing come Hoopygang».

«Per interpretare i gusti delle nuove generazioni è dunque oggi imprescindibile attuare una strategia di contenuti che sia realmente efficace e che tenga conto delle esperienze che vivono le persone», ha aggiunto Simone Pepino. Una strategia che può fare leva anche sugli influencer a patto di utilizzarli in modo intelligente ed efficace. Come? «Affidandosi a dei veri professionisti, e per riconoscerli oggi ci viene incontro la tecnologia, e non pretendendo di snaturarne l’identità, come spesso diverse aziende cercano di fare non capendo che sono gli influener e non i brand a conosce veramente i consumatori e sapere come comunicare con loro».

I contenuti sono davvero efficaci, ha commentato il blogger Silvio De Rossi, «se chi li propone è in grado di avere un proprio stile ben definito, riconoscibile nel tempo, e di proporre uno storytelling credibile». Gli errori da non commettere quando si lavora con un influencer per De Rossi sono tre: «Innanzitutto non considerarlo un venditore, quindi puntare sulla quantità piuttosto che sulla qualità del profilo», facendosi accecare dal numero di follower. «Le aziende devono poi essere albi nel mediare nella forma del contenuto che si va a proporre tra quello che è il profilo dell’influencer e il messaggio che si vuole veicolare».

Il tema dell’efficacia nella generazione di contenuti appropriati è stato anche al centro dell’intervento di Pasquale Silvi. «E’ fondamentale avere un piano anche quando si vuole mettere in atto attività di content marketing», ha detto. «Molti clienti, soprattutto le piccole e media imprese, tendono invece spesso a reagire ad impulsi esterni creando contenuti non pianificati e concordati». Anche perché i consumatori più giovani «hanno già una percezione molto chiara di ciò che è invasivo sui canali digitali». Per questa ragione «bisogna prestare la massima attenzione e creare contenuti il più possibile personalizzati, veicolandoli alla persona giusta nel momento giusto».

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